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dimanche 11 mars 2012

Libia - Dichiarazione di Hala Misrati del 9 marzo 2012 - Parte seconda (il seguito) ...


Libia - Dichiarazione di Hala Misrati del 9 marzo 2012 - Parte seconda (il seguito) ... I ribelli imprigionano sua madre, suo padre ed i suoi due fratelli per vendetta


ALGERIA ISP / La grande giornalista Hala Misrati è intervenuta una seconda volta sulla chat room della Gran Libia dopo la sua liberazione.
Ha detto che oggi in Libia, si deve avere una banda armata per vivere comodamente.Che è necessario disporre di una milizia armata o si muore.
Ha inviato un messaggio ai Thowars (ribelli), quelli che non accettano questa situazione. Coloro che sono paralizzati. Essi si sono sollevati per uno scopo e si ritrovano invece con in mano qualcos'altro. Coloro che ritengono che il paese sia stato distrutto. Coloro che ritengono che la Libia sia perduta. Si sono rivoltati per rimuovere un dittatore (questi erano i loro propositi) e si ritrovano invece in mano a 1 milione di dittatori. Non sanno cosa fare. È ora che essi prendano una decisione. Purtroppo queste persone sono ora accusate di essere i "Tavor Khames" e cioè i "Lealisti al  leader libico Gheddafi ." Essi sono anche accusati di aver venduto la causa del 17 febbraio. Per questi thowars che dicono basta a ciò che sta accadendo ora e si rammaricano di questa guerra, l'accusa è pronta per loro.

Ha aggiunto che ha vissuto in un appartamento situato in un edificio nella regione Belkhir, un vicino di casa che viveva in un appartamento di sotto, un originario diMisurata, saliva di sopra dai ribelli per confrontarsi con loro riguardo le sue opinioniLui ha visto Hala Misrati e le ha persino parlato, ma lui non l'ha riconosciuta.Delle donne che erano nell'appartamento gli hanno chiesto dove si trovasse Hala Misrati, ed egli ha risposto che è a Souk jomoa e che lui sa dove è imprigionata. Il che dimostra che anche lui faceva parte dei ribelli indottrinati dalle menzogne  dei media. Ha aggiunto che lei era pronta a essere giudicata in tribunale, che lei non amava l'idea di lasciare la Libia, ma che purtroppo, fu costretta a partire , ma che sarebbe tornata. Quando la voce del suo assassinio è stata diffusa, le organizzazioni umanitarie, di persone provenienti da Francia, Gran Bretagna, della Svizzera, dai paesi arabi sono venuti in Libia per vedere la giornalista Hala Misrati. Ed il Procuratore Generale gli ha detto ogni volta che non sapeva dove si trovava! Queste organizzazioni umanitarie hanno anche contattato la famiglia di Hala Misrati. Quest'ultima ha raccomandato a tutte di contattare il Procuratore Generale perché lui sapeva benissimo dove fosse!

Il 19 febbraio 2012, Hala Misrati ha incontrato il procuratore generale durante la trasmissione della notizia del suo assassinio. Lei in quella occasione gli ha chiesto la data della sentenza. Quest'ultimo gli ha detto che che sta preparando le prove della sua accusa. Lei gli ha chiesto dunque per quanto tempo dovrò aspettare? E così facendo e lei li ha trattati come ratti e topi!
Dopo il suo rilascio, dice che è pronta a presentare un reclamo presso la Corte internazionale dato che è stata imprigionata e ha subito numerosi abusi ed anche stupri. I suoi carcerieri non hanno rispettato i diritti umani. E 'impressionata ed affranta dal fatto che dopo la sua evasione, "Ibrahim Elmejerbi" ha dato ordine ai suoi uomini di andare a perquisire la casa di Hala Misrati ed ha fatto arrestare ed imprigionare tutta la sua famiglia e soprattutto sua madre, che è vecchia,suo padre ed i suoi due fratelli.
Ha aggiunto che ha ha contattato i rappresentanti delle organizzazioni umanitarie, a cui ha spiegato che lei non ha parlato della sua situazione, ma di tutto ciò che accade in Libia. Ha detto che ora è questa la sua attività militante e che questo è il suo nuovo lavoro.

A ben presto il seguito ...



samedi 10 mars 2012

Libia - Dichiarazione di Hala Misrati del 9 marzo 2012 - Parte 1


ALGERIA ISP / 
La grande giornalista Hala Misrati è intervenuta una seconda volta sulla la chat room della Gran Libia dopo la sua liberazione. Ha ringraziato tutti coloro che erano felici per il suo rilascio. Ha detto che la sua libertà non è completa, poiché la Libia è diventata una grande prigione per numerosi detenutiHa aggiunto che in Libia, nessuno può dire una parola contro il movimento del 17 febbraio. 
Ha aggiunto che lei ha visto alcuni siti web e pagine di Facebook, ed è felice perché i Tahalabes "i resistenti verdi" sono felici del suo rilascio.  Ha anche visto alcuni commentatori in questi siti che vogliono macchiare la sua reputazione con domande stupide del tipo: 


"Come è scappata? Perché è scappata?"


Lei risponde quindi a chi è interessato sulle modalità della sua liberazione; ed anche sul fatto se sia evasa o meno. Per 6 mesi, è stata imprigionata senza alcuna accusa. Il 19 febbraio 2012, i ribelli la portarono al comando del battaglione Ossoud Elassima sulla strada per l'aeroporto a Tripoli per fare una dichiarazione e negare la voce del suo assassinio presumibilmente avvenuto in una prigionePer 6 mesi, non è stato detenuta in prigioni conosciute. Era prigioniera in case, ville, appartamenti, ed in una caserma. Lei contesta le bugie dei media che l'hanno demonizzata e che hanno dichiarato che Hala Misrati ha spinto i libici ad uccidersi tra di loro e che l'hanno addirittura accusata di insultare le donne libiche. Ha detto che conservato copie dei suoi discorsi e delle copie degli archivi della televisione libica della Jamahiriya che è diventata Kanate Libia. Lei è pronta ad affrontare la legge per dimostrare che queste sono menzogne .

Lei conferma ancora una volta che è libera. È stata imprigionata dai Thowar (ribelli) e dai Jourdenes (Ratti). Domandò i ribelli di confessare con coraggio, ciò che è realmente successo, perché non ha mai cessato di chiedere a loro di rivolgersi a un tribunale perché la giudicasse, fatto a cui è succeduta la sua esasperazione , la sua fatica e la sua malattia. Lei è stato vietato di usare il telefono. Riuscì comunque a chiamare al telefono la madre per consolarla perché alcuni Thowars (ribelli) le passarono, ( qualche volta ) il telefono. Si tratta di coloro che tra loro erano contro la detenzione delle donne. Ha detto che un comandante di un battaglione di Misurata andò a vedere il  procuratore generale di Tripoli "Abdelaziz Hassadi" chiedendogli di di consegnargli la giornalista "Hala Misrati". Il Procuratore Generale gli rispose che , se avesse preteso Hala Misrati, lui avrebbe dovuto avere in cambio un certo prigioniero detenuto presso i ribelli di Misurata (...)! La voleva scambiare dunque. Il comandante del battaglione gli chiese anche il motivo della sua prigionia, dal momento che un grande un ladro chiamato "Mohamed Egile" che aveva rubato 20 milioni di dinari era libero. Il procuratore gli rispose: quel signore  ha fatto una donazione di 2 milioni di dinari ai ribelli. Il comandante di battaglione, ha accusato quindi il procuratore di essere uno dei beneficiari di questo dono (tangente).


La giornalista Hala ha dichiarato che il fatto che lei non abbia smesso di chiedere ai ribelli di andare in tribunale è dovuto al motivo che lei sapeva che sarebbe stata rilasciata alla prima udienza. I ribelli le hanno risposto che era meglio che fosse stata con loro perché avevano paura che i jourdenes (ratti) l'avessero uccisa non appena fosse stata fuori.
Per 6 mesi, ha vissuto presso vari tipi di jourdenes (ratti), membri della Qaeda, alcolisti, tossicodipendenti e falsi integralisti religiosiBassam Sharif, un comandante di battaglione a Tripoli, gli disse che non potevano rilasciarla perché sapeva bene che lei sarebbe andata a denunciare la barbarie dei jourdenes nel momento in cui fosse uscita (di prigione). Sapeva che Hala Misrati aveva visto di tutto durante quei 6 mesi. Lei conferma che il il battaglione di Tripoli così come il suo comandante si sono impegnati a trattarla bene. La maggior parte di questo battaglione, è costituito da ribelli della montagna e alcuni altri sono di Zenten. Ha aspettato quindi la sua sentenza, perché sapeva di essere è innocente, ma purtroppo questi non la vogliono fare giudicare (da un Tribunale).

Il Procuratore Generale ha reagito in merito solo quando i media hanno trasmesso voci di un suo probabile assassinio. Quindi, in conseguenza a questo, ha radunato dei giornalisti per filmarla nell'atto di negare o denunciare o di raccontare bugieI detenuti che hanno i soldi e il pistone, sono riusciti a fuggire grazie al numero uno del CNT "Mustapha Abdeljalil". Quelli che sono rimasti in prigione sono quelli che tra i detenuti sono poveri e verranno immolati come agnelli sacrificali. 
Al più presto il seguito...




Pubblicato il 2012/09/03 alle 22:39  Fonte: ALGERIA ISP



jeudi 8 mars 2012

Halla El Mesrati è finalmente libera

Halla ha confermato il suo rilascio e apparentemente ' non è sul territorio libico.   Lei ha detto un po' quello che lei ha sopportato, è stata trasferita in 20 diverse prigioni in diverse regioni da dei ratti, come lei stessa cita.


Ecco l'intervento della giornalista Hala Misrati alla radio della resistenza verde : Halla è ritornata ai ricordi dei giorni neri del bombardamento della NATO e lei ha parlato a lungo dei responsabili che occupavano posizioni molto in vista dello stato all'epoca della guida di Gaddafi definendoli dei traditori ed essi sono quelli che hanno distrutto il paese e hanno comunque sempre mantenuto il loro stato negli organigrammi del potere. Halla dice che lei presto rivelerà i nomi delle persone in questione . Ha anche aggiunto che avrebbe avuto l'opportunità di lasciare il paese durante il conflitto, ma che invece ha deciso di rimanere a difendere il suo paese. Ha anche detto che le si è rubata la sua nazione e la sua libertà attraverso tutte le bugie diffuse dai media bugiardi. Ha aggiunto che le dimostrazioni di febbraio 2011 non erano pacifiche e che ne è la prova, il fatto che i ribelli confermano questo sulle loro emittenti televisive ora. Ha parlato della dell'esercito libico della Jamahiriya  e ha confermato che è un ambiente pulito e che sono  tutte bugie multimediali quelle che si sono trasmesse sull'esercito e che sono false le accuse di omicidio e lo stupro. Ha detto che l'esercito libico non ha fatto altro che difendere le città libiche della Jamahiriya. Che la guida di Gheddafi e dello stesso Seif El Islam hanno promesso il perdono a tutti i giovani libici che che hanno levato le armi e che ha promesso di risolverne tutti i problemi. I ribelli stavano attaccando altre città come le mandrie seguendo i mezzi di comunicazione menzogneri soprattutto i media arabi. Alcuni traditori della Patria sono intervenivano attraverso questi mezzi di comunicazione che spingevano i ribelli a fare guerra, con la falsa minaccia che sennò l'esercito libico si sarebbe vendicato su di loro. Attualmente, a Tripoli, ci sono più di 100 battaglioni di ribelli armati mentre l'esercito della Jamahiriya ne aveva soltanto 23 di battaglioni a Tripoli! E' questa è la libertà, si domanda! Lei ha inviato un messaggio ai ribelli: Adesso siete forse liberi? Respirate forse la libertà ora?  E che cos'è  la libertà forse una pila di insulti, bugie,...? Libertà significa forse solo scrivere sui muri "libertà"? Libertà significa forse diffondere discordia tra i libici nei mezzi di comunicazione del CNT?  Un promemoria, Hala Mesrati è stata rapita dai ribelli nell'agosto 2011 dopo la caduta di Tripoli.








dimanche 5 février 2012

Sauvez Halla Misrati. on la torture en notre nom !

La vidéo ci-dessus, du 30/12/11, montre le journaliste Hala El Mesrati qui semble très fatiguée, traumatisée, droguée et peut être enceinte ! 


Elle a été filmée pour la faire voire dans cet état par les  « rebelles » tortionnaires, comme un trophée, à montrer au monde pour montrer aussi de quoi ils sont capables de faire aux femmes qui ne pensent pas comme eux, qui veulent défendre leur pays par l'invasion des Nations Unies et l'OTAN (y compris l'Italie!)


De cette façon, ces organisations criminelles de gouvernements "protègent" les droits de l'homme !  Ils détruisent des pays,et ils réunissent et torturent les gens ! Jusqu'à combien de temps le monde restera silencieux et complice de ces horreurs ?  Le 17 décembre 2011, le Dr Youcef Shakir, a confirmé que Hala Misrati est toujours en prison et qu'elle a été violée à 17 fois (il était 17/12/2011)  
Elle se trouve dans la prison de Tripoli Sijn Jdida. 








Femmes italiennes et du monde entier, bougeons nous pour faire quelque chose pour sauver Hala. Nous savons que comme elle ils y sont beaucoup d'autre femmes dans cette situation. Mais prenons son cas comme un symbole de la lutte pour les droits des femmes en Libye. 

Ne laissez pas que ces atrocités soient effectuées en notre nom !
Partageons en propageant cet appel  !   
Écrivons aux associations de journalistes, à toutes les personnes qui nous connaissons ou qui nous pensons qu'ils peuvent faire quelque chose, en Italie et dans le monde. 

Bougeons nous .

 IL FAUT AGIR!




Page de FB : https://www.facebook.com/Halamosrati?sk=info