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samedi 1 décembre 2012

Cronache dall'Impero: L'esercito di ventura USA nelle zampe dei neocolonialisti corporativi. Il Qatar alla conquista del mondo.



Le primavere Arabe e tutte queste rivoluzioni sono state organizzate al solo scopo che il governo occulto, o meglio i grandi finanzieri, così come le banche, potessero piazzare la loro manovalanza nei posti chiave del potere. Questo è successo in Tunisia, in Egitto, in Libia, in Costa d'Avorio, in Sudan e quasi ovunque in Africa, ma anche in Italia, in Grecia e a Bruxelles, in Europa tutta, compresa quella dell'Est.


Anche se gli ex dirigenti locali erano già da tempo divenuti i loro lacché grazie a dei metodi coercitivi molto potenti, per effettuare una nuova riconfigurazione del mondo in senso globale ed una nuova spartizione dello stesso, così come l'accentramento dei poteri sullo stesso, nelle mani di un piccolissimo gruppo transnazionale di finanzieri, era necessario che degli uomini venduti fino al midollo fossero sostituiti rimpiazzando i primi, così come era necessario che degli estremisti che avevano venduto la loro causa al migliore offerente, guadagnassero terreno e potere per permettere loro di continuare la guerra del "Bene contro il Male" e giustificare in questo modo, la violazione del diritto internazionale, bypassando il principio di non ingerenza, con il sostegno manicheo di opinione pubblica credulona, e poter praticare quello che si potrebbe definire un neocolonialismo che "non si vede".

Abou Walid

Concordo con le riflessioni del mio fratello ed amico algerino Abou Walid e per indurvi ad una presa di coscienza allego un articoletto di press TV che vi farà comprendere meglio come si attuano in pratica questi nuovi equilibri.



Il Qatar si dice pronto a pagare 'completamente il conto della presenza militare degli Stati Uniti nel suo paese, ci riferisce Amr Moussa.



Ex dirigente della Lega Araba Amr Moussa ha rivelato che il Qatar ha offerto di pagare finanziandola completamente, l'espansione della presenza militare nel suo paese in cambio di protezione militare.


In un'intervista con il giornale arabo al- Hayat con sede a Londra, Moussa ha dichiarato che l'emiro del Qatar il Principe Sheicco Hamad bin Khalifa Al Thani ha detto agli USA che voleva pagare tutte le loro spese militari se Washington fosse stata d'accordo nel progetto di stabilire ancora più basi militari nel Paese ricco di gas del Golfo Persico.

-Lo Sceicco Hamad Bin Khalifa rappresenta effettivamente il potere assoluto in Qatar e Jassim è il suo braccio destro. Il Principe ha ben gestito gli affari del paese ed ha preso questa decisione cruciale molto semplicemente- Ha detto Moussa.

"Quando ha pensato a come ricevere protezione ed ha visto che gli Americani erano gli unici con la volontà di provvedere a questa, è il quel momento che ha pensato all'apparato militare americano, per il quale stabilire una base in Qatar non rappresentava al momento una priorità. Ma lo Sceicco Hamad ha detto agli Americani che gli avrebbe  assicurato un intera copertura delle spese, e così adesso può godersi la sicurezza che voleva e si è fatto avanti" ha aggiunto.


Il Qatar, paese che ospita la più grande base militare americana di tutti gli Stati arabi, è uno dei maggiori produttori di petrolio e gas della regione del Golfo Persico.

La base militare Al Udeid Air che si trova ad Ovest della capitale del Qatar Doha, ospita personale e strutture militari di proprietà degli USA.
E' la sede di quartier generali di avanzamento del Comando Generale degli Stati Uniti, di quartier generali del Comando Generale delle forze aeree degli USA, di 83 Gruppi Spedizionieri dell'Aviazione RAF e della 379a Ala di Spedizionieri dell'Aviazione USAF.

Nel 1999, è riportato che l'Emiro del Qatar abbia detto a funzionari degli Stati Uniti che avrebbe voluto vedere una cosa come 10.000 soldati degli Stati Uniti in servizio permanente ad Al Udeid.

DB/MA

Fonte: Press TV

dimanche 29 juillet 2012

USA / NATO: guerra su tutti i fronti di Paul Craig Roberts


Sembra che un governo americano sia un po' troppo sicuro di sé è determinato ad ottenere una guerra su tre fronti: la Siria, il Libano e l'Iran in Medio Oriente, la Cina in Estremo-Oriente e la Russia in Europa.


24 luglio 2012
Il governo russo ha finalmente capito che la sua opposizione politica è finanziata dal National Endowment for Democracy (NED), a sua volta finanziato dai contribuenti americani e da altre officine della CIA e del  Ministero degli Esteri in un tentativo di sovversione contro il governo russo e finalizzato ad installare un governo fantoccio degli americani nel paese più grande (geograficamente) del mondo, l'unico paese che ha una capacità di arsenale nucleare sufficiente per far indietreggiare Washington ed i suoi attacchi.




Nello stesso modo in cui l'Egitto, all'inizio di quest'anno, ha espulso centinaia di persone associate con "delle organizzazioni non governative" colluse con l'Occidente (ONG) che avevano lo scopo di "fomentare il dissenso e le interferenze con gli affari interni della nazione ", la Duma russa (il parlamento), ha appena approvato una legge che Putin dovrebbe firmare a breve, che richiede che le organizzazioni politiche che ricevono il sostegno finanziario dall'estero, siano registrate in qualità di agenti stranieri . Questa legge si basa sul diritto degli Stati Uniti che richiede che gli agenti stranieri siano debitamente registrati.
La stragrande maggioranza dell'opposizione in Russia è costituita da agenti pagati da paesi stranieri e una volta che questa legge sarà convalidata, gli elementi dominanti dell'opposizione politica russa dovranno registrarsi presso il ministero russo della Giustizia come funzionari stranieri di Washington.
La Itar-Tass ha riferito il 3 luglio che ci sono circa 1000 organizzazioni in Russia che ricevono finanziamenti dall'estero e che sono impegnate in attività politiche. Provate dunque ad immaginare il clamore che ne deriverebbe  se i russi , finanziassero  ben 1000 organizzazioni  negli Stati Uniti, tutte impegnate in uno sforzo collettivo per trasformare gli Stati Uniti in uno stato fantoccio della Russia. (Negli Stati Uniti, i Russi avrebbero comunque trovato del resto se questo fosse successo un enorme concorrenza da parte di Israele ...).
L'opposizione russa si è travestita da "organizzazioni per i diritti umani" ed è finanziata da Washington che afferma che questo serve per "aprire la Russia." Cosa si intende dunque per questa "opposizione politica" russa sleale e traditrice finanziata da Washington, dicendo che deve: "Aprire la Russia? Questo significa soltanto  aprire la Russia alla propaganda occidentale, e aprire la Russia affinché si perpetri la rapina economica dell'Occidente ed anche aprire la politica interna ed estera della Russia, perché si adegui ai desideri di Washington.
Le "ONG" sono in realtà molto filo-governative. Hanno giocato un ruolo molto importante nel finanziamento e nell'organizzazione di più "rivoluzioni colorate" che hanno istituito in seguito ad esse degli Stati fantoccio degli Stati Uniti nei paesi dell'ex blocco sovietico. Le ONG sono state chiamate "macchine da colpi di stato" e hanno reso un servizio eccellente a Washington a questo proposito. Esse lavorano anche in questo momento in Venezuela contro Chavez.
Naturalmente, Washington è assolutamente furiosa che i suoi egemonici piani su un paese troppo pericoloso da attaccare militarmente siano stati vanificati dal risveglio della Russia dopo due decenni di torpore e che stiano a questo punto per essere sovvertiti politicamente dalle ONG finanziate da Washington .
Questa legge degli USA, infatti richiede alle organizzazioni finanziate dall'estero di essere registrate come agenti stranieri sul suolo americano (a meno che esse non siano finanziate da Israele). Comunque, questo non impedisce a Washington di denunciare questa nuova misura come "antidemocratica", un atto di "stato di polizia", e bla, bla,bla. Presa con  le mani nel sacco in termini di sovversione, Washington insulta Putin. La cosa peggiore è che la stragrande maggioranza dei lobotomizzati dell'Occidente seguirà le ingiunzioni e le bugie di Washington e che da questo ne conseguirà che noi sentiremo ancora di più parlare dello "stato canaglia di Russia".
La Cina è anche nel mirino di Washington. Il suo rapido emergere come potenza economica mondiale è visto come una minaccia da Washington La Cina deve essere dunque accerchiata. I rappresentanti commerciali del governo di Obama negoziano segretamente dagli ultimi 2 o 3 anni a una collaborazione trans-Pacifica, che dovrebbe sconfiggere la naturale leadership economica della Cina nel proprio ambito di influenza e sostituirla con la leadership di Washington.
Washington sta anche spingendo a favore di nuove alleanze militari in Asia e per  stabilire nuove basi militari nelle Filippine, in Corea del Sud, in Tailandia, in Vietnam, in Australia, in Nuova Zelanda ed anche altrove.
Washington si è subito insinuata nelle dispute tra la Cina e il Vietnam ed in quelle tra la Cina e le Filippine. Washington si è allineata al fianco del suo ex nemico vietnamita nel loro disaccordo con la Cina sulle risorse delle isole Paracel e Spratly e anche con le Filippine in uno scontro con la Cina sulle risorse naturali di Scarborough Shoal.
Così, esattamente nello stesso modo in cui l'Inghilterra interferivano nella controversia tra la Polonia e la Germania nazista per quanto riguarda la restituzione dei territori alla Germania, che furono dati alla Polonia come ricompensa dopo la prima guerra mondiale, Washington prepara il terreno per una guerra.
La Cina è stata cooperativa con Washington a causa del fatto che la delocalizzazione dell'economia degli Stati Uniti in Cina è stata una componente molto importante di un suo sviluppo economico senza precedenti. I capitalisti americani hanno avuto il loro profitto a breve termine e la Cina ha ricevuto, in cambio il capitale e la tecnologia necessaria per costruire un'economia che in due o tre anni ha superato di gran lunga l'economia statunitense che non fa altro che semplicemente affondare. Con la delocalizzazione del lavoro, confusa con il libero scambio dagli economisti del libero mercato, la Cina si è costruita economicamente ed ha distrutto gli Stati Uniti.
L'interferenza crescente di Washington negli affari della Cina ha convinto il governo cinese che delle contro-misure militari sono necessarie per neutralizzare le annunciate intenzioni di Washington di stabilire e realizzare una sua presenza militare nella sfera di influenza cinese. La visione di Washington è che solo Washington e nessun altro, abbia una sfera d'influenza e che questo campo è il mondo intero.
Il 14 luglio, l'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha detto che Washington stava interferendo negli affari interni della Cina, rendendo i contrasti tra la stessa e il Vietnam e le Filippine insolubili.
Sembrerebbe che il governo degli Stati Uniti, troppo sicuro di sé sia determinato ad ottenere una guerra su tre fronti: Siria, Libano e Iran in Medio Oriente, la Cina in Estremo Oriente e la Russia in Europa.
Si tratterebbe di un ordine del giorno più che ambizioso per un governo le cui forze militari non erano nemmeno in grado di occupare l'Iraq dopo nove anni o anche di sconfiggere le forze  armate, e armate molto alla leggera talebane, dopo ben 11 anni di conflitto e di cui l'economia, così come quella dei suoi burattini della NATO, giace nei bassifondi e in un grave declino,  con disordini interni che vanno di pari passo e si moltiplicano, così come una forte perdita di fiducia nella leadership politica.
Fonte: http://www.spiegel.de/international/world/pew-study-finds-steep-declines-in-faith-in-politicians-and-capitalism-a-844127.html
 Articolo originale in inglese : War On All Fronts
Washington's three-front war: Syria, Lebanon, Iran in the Middle East, China in the Far East, Russia in Europe...
- by Dr. Paul Craig Roberts - 2012-07-18
Tradotto da Amnotyours


vendredi 18 mai 2012

NONATO MARCH CHICAGO VENDREDI - 18th MAI - 2012


Chicago :Un manifestant @ l'OTAN à Chicago déchire la bannière de l'OTAN et un agent de police tombe de son vélo.



samedi 12 mai 2012

Firmano un' Alleanza l'opposizione armata siriana e la mafia cubana di Miami

Da Ricardo Gayol Rodríguez, Tercera Información.

Lo scorso 7 maggio, centinaia di organi di stampa internazionali hanno pubblicato la notizia che l’opposizione armata della Siria, appartenente al Consiglio Nazionale Siriano (CNS), avrebbe sottoscritto un accordo con l’Assemblea della Resistenza Cubana (ARC), radicata a Miami, Florida – di cui fanno parte circa cinquecento organizzazioni controrivoluzionarie, alcune delle quali estremiste e con comprovati metodi terroristi nella loro lotta contro il Governo cubano. Con questo accordo si vuole dare un impulso “alla loro lotta per la democrazia”.

Bisogna ricordare che tale annuncio viene dato dopo che il Governatore della Florida, Rick Scott, ha proibito agli enti pubblici di quello stato di stabilire relazioni con altre organizzazioni o imprese che abbiano qualche vincolo con Cuba o con la Siria; quindi l’organizzazione anticastrista più importante degli Stati Uniti starebbe commettendo una crimine alla luce del sole.
Balza all’occhio però che questa informazione non è stata diffusa o commentata dai mezzi alternativi e da quelli più critici. Sembrerebbe non avere alcuna rilevanza, anche se risulta molto importante dal punto di vista politico.
L’opposizione cubana in esilio, la più radicale e la più estremista, cerca, da molto tempo, di sviluppare contro Cuba una specie di “Primavera Cubana”, simile a quelle che si sono prodotte nel mondo arabo nel 2011. E per questa ragione richiede anche l’intervento dei governi occidentali, cominciando da quello degli Stati Uniti, e la copertura mediatica e ovviamente militare. Per quanto riguarda le rivolte arabe di quella “Primavera”, ci sarebbe tanto da dire; stiamo ancora assistendo alle nefaste conseguenze dell’invasione della Libia, e il cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) continua a commettere abusi con l’appoggio della NATO e con la compiacenza e la complicità dei governi occidentali. In Bahrein, invece, l’opposizione non può contare su questo aiuto e le proteste in quel paese vengono taciute da tutto il mondo (eccetto, ovviamente, se il tutto coincide con la corsa della Formula 1). In Egitto la violenza non è mai cessata e sembra quasi che Mubarak non se ne sia mai andato o che comunque il suo ruolo sia stato sostituito dalla repressiva Giunta Militare.

O in Siria, dove l’opposizione armata gode del beneplacito e dell’appoggio finanziario, armamentario e mediatico dei paesi occidentali, per la gloria dei loro interessi geostrategici. Il gruppo d’opposizione più importante, che si fa chiamare Consiglio Nazionale Siriano, nello stile di quell’altro Consiglio Nazionale di Transizione Libico, sta svolgendo un ruolo chiave nella guerra sporca, proprio come ha fatto l’organizzazione libica; infatti i miliziani non rispettano il copri fuoco decretato dal governo, sotto gli occhi e con la complicità degli osservatori internazionali e della Lega Araba, che rimangono impassibili davanti all’orrore, lasciando che il piano di pace di Kofi Annan diventi il pretesto perfetto per l’avanzamento senza tregua delle forze d’opposizione.

Di fatto, questi giorni, l’ONU ha denunciato il flusso di armi nel confine tra Siria e Libano, notizia però denunciata moltissime volte dal governo siriano. Nella zona, il commercio di armi sembra essere un affare che cresce sempre di più. Tempo fa sono stati intercettati nelle acque libanesi alcuni mercanti di nazionalità europea – provenienti dalla Germania e con destinazione la Siria – che avevano ingenti quantità di armi e munizioni che dovevano essere consegnate all’opposizione. Anche se non sappiamo chi paghi queste armi e chi tragga profitto da questi traffici, siamo sicuri del fatto che si tratta di un affare sporco, come la guerra che è scoppiata, e che, indubbiamente, alcuni capitali stranieri stanno finanziando generosamente l’opposizione armata. 

Il governo siriano, invece, riceve appoggio logistico e militare dal Governo cinese e da quello russo, e in questo modo, nella regione si sta ristabilendo un nuovo scenario stile Guerra Fredda, ma in versione molto più calda. Non è un segreto per nessuno. Russia e Cina, nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno messo il veto e non nascondono il loro aiuto militare al Governo di Al-Assad.
Allo stesso modo, non si dovrebbe occultare l’appoggio militare del governo degli Stati Uniti e del Regno Unito all’opposizione armata, così come il sostegno proveniente dal Qatar, dalla Turchia e dall’Arabia Saudita, quest’ultima, è certo, cliente vip delle industrie d’armi spagnole, paese in cui il Ministro della Difesa è un famoso imprenditore del settore delle armi (quindi, si potrebbe dire che l’opposizione siriana combatte con armi di fabbricazione spagnola?).
L’opinione pubblica dovrebbe sapere, ma soprattutto i politici della sinistra europea, che non tutto è come viene presentato dai mezzi di comunicazione di massa e che il fine non giustifica i mezzi nella conquista dei diritti sociali e civili della popolazione siriana – che senza alcun dubbio ha tutto il diritto di pretendere cambiamenti e trasformazioni nel governo; governo che, dopo aver modificato la costituzione, ha celebrato delle elezioni legislative che sono state boicottate da quella stessa opposizione armata e che non sono state riconosciute dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon.
L’annunciata alleanza tra l’estrema destra cubana di Miami e l’opposizione armata siriana dimostra in modo concreto che tipo di “democrazia” vogliono; una “democrazia” imposta con le bombe e gli attentati, come nella nuova Libia del CNT, una "democrazia" del disordine brutale, della sottomissione, della povertà, della repressione, in cui niente e nessuno conta qualcosa.

Gayol Rodríguez

Traduzione: Violetta Nobili Saviola

dimanche 11 mars 2012

Libia - Dichiarazione di Hala Misrati del 9 marzo 2012 - Parte seconda (il seguito) ...


Libia - Dichiarazione di Hala Misrati del 9 marzo 2012 - Parte seconda (il seguito) ... I ribelli imprigionano sua madre, suo padre ed i suoi due fratelli per vendetta


ALGERIA ISP / La grande giornalista Hala Misrati è intervenuta una seconda volta sulla chat room della Gran Libia dopo la sua liberazione.
Ha detto che oggi in Libia, si deve avere una banda armata per vivere comodamente.Che è necessario disporre di una milizia armata o si muore.
Ha inviato un messaggio ai Thowars (ribelli), quelli che non accettano questa situazione. Coloro che sono paralizzati. Essi si sono sollevati per uno scopo e si ritrovano invece con in mano qualcos'altro. Coloro che ritengono che il paese sia stato distrutto. Coloro che ritengono che la Libia sia perduta. Si sono rivoltati per rimuovere un dittatore (questi erano i loro propositi) e si ritrovano invece in mano a 1 milione di dittatori. Non sanno cosa fare. È ora che essi prendano una decisione. Purtroppo queste persone sono ora accusate di essere i "Tavor Khames" e cioè i "Lealisti al  leader libico Gheddafi ." Essi sono anche accusati di aver venduto la causa del 17 febbraio. Per questi thowars che dicono basta a ciò che sta accadendo ora e si rammaricano di questa guerra, l'accusa è pronta per loro.

Ha aggiunto che ha vissuto in un appartamento situato in un edificio nella regione Belkhir, un vicino di casa che viveva in un appartamento di sotto, un originario diMisurata, saliva di sopra dai ribelli per confrontarsi con loro riguardo le sue opinioniLui ha visto Hala Misrati e le ha persino parlato, ma lui non l'ha riconosciuta.Delle donne che erano nell'appartamento gli hanno chiesto dove si trovasse Hala Misrati, ed egli ha risposto che è a Souk jomoa e che lui sa dove è imprigionata. Il che dimostra che anche lui faceva parte dei ribelli indottrinati dalle menzogne  dei media. Ha aggiunto che lei era pronta a essere giudicata in tribunale, che lei non amava l'idea di lasciare la Libia, ma che purtroppo, fu costretta a partire , ma che sarebbe tornata. Quando la voce del suo assassinio è stata diffusa, le organizzazioni umanitarie, di persone provenienti da Francia, Gran Bretagna, della Svizzera, dai paesi arabi sono venuti in Libia per vedere la giornalista Hala Misrati. Ed il Procuratore Generale gli ha detto ogni volta che non sapeva dove si trovava! Queste organizzazioni umanitarie hanno anche contattato la famiglia di Hala Misrati. Quest'ultima ha raccomandato a tutte di contattare il Procuratore Generale perché lui sapeva benissimo dove fosse!

Il 19 febbraio 2012, Hala Misrati ha incontrato il procuratore generale durante la trasmissione della notizia del suo assassinio. Lei in quella occasione gli ha chiesto la data della sentenza. Quest'ultimo gli ha detto che che sta preparando le prove della sua accusa. Lei gli ha chiesto dunque per quanto tempo dovrò aspettare? E così facendo e lei li ha trattati come ratti e topi!
Dopo il suo rilascio, dice che è pronta a presentare un reclamo presso la Corte internazionale dato che è stata imprigionata e ha subito numerosi abusi ed anche stupri. I suoi carcerieri non hanno rispettato i diritti umani. E 'impressionata ed affranta dal fatto che dopo la sua evasione, "Ibrahim Elmejerbi" ha dato ordine ai suoi uomini di andare a perquisire la casa di Hala Misrati ed ha fatto arrestare ed imprigionare tutta la sua famiglia e soprattutto sua madre, che è vecchia,suo padre ed i suoi due fratelli.
Ha aggiunto che ha ha contattato i rappresentanti delle organizzazioni umanitarie, a cui ha spiegato che lei non ha parlato della sua situazione, ma di tutto ciò che accade in Libia. Ha detto che ora è questa la sua attività militante e che questo è il suo nuovo lavoro.

A ben presto il seguito ...



jeudi 8 mars 2012

Halla El Mesrati è finalmente libera

Halla ha confermato il suo rilascio e apparentemente ' non è sul territorio libico.   Lei ha detto un po' quello che lei ha sopportato, è stata trasferita in 20 diverse prigioni in diverse regioni da dei ratti, come lei stessa cita.


Ecco l'intervento della giornalista Hala Misrati alla radio della resistenza verde : Halla è ritornata ai ricordi dei giorni neri del bombardamento della NATO e lei ha parlato a lungo dei responsabili che occupavano posizioni molto in vista dello stato all'epoca della guida di Gaddafi definendoli dei traditori ed essi sono quelli che hanno distrutto il paese e hanno comunque sempre mantenuto il loro stato negli organigrammi del potere. Halla dice che lei presto rivelerà i nomi delle persone in questione . Ha anche aggiunto che avrebbe avuto l'opportunità di lasciare il paese durante il conflitto, ma che invece ha deciso di rimanere a difendere il suo paese. Ha anche detto che le si è rubata la sua nazione e la sua libertà attraverso tutte le bugie diffuse dai media bugiardi. Ha aggiunto che le dimostrazioni di febbraio 2011 non erano pacifiche e che ne è la prova, il fatto che i ribelli confermano questo sulle loro emittenti televisive ora. Ha parlato della dell'esercito libico della Jamahiriya  e ha confermato che è un ambiente pulito e che sono  tutte bugie multimediali quelle che si sono trasmesse sull'esercito e che sono false le accuse di omicidio e lo stupro. Ha detto che l'esercito libico non ha fatto altro che difendere le città libiche della Jamahiriya. Che la guida di Gheddafi e dello stesso Seif El Islam hanno promesso il perdono a tutti i giovani libici che che hanno levato le armi e che ha promesso di risolverne tutti i problemi. I ribelli stavano attaccando altre città come le mandrie seguendo i mezzi di comunicazione menzogneri soprattutto i media arabi. Alcuni traditori della Patria sono intervenivano attraverso questi mezzi di comunicazione che spingevano i ribelli a fare guerra, con la falsa minaccia che sennò l'esercito libico si sarebbe vendicato su di loro. Attualmente, a Tripoli, ci sono più di 100 battaglioni di ribelli armati mentre l'esercito della Jamahiriya ne aveva soltanto 23 di battaglioni a Tripoli! E' questa è la libertà, si domanda! Lei ha inviato un messaggio ai ribelli: Adesso siete forse liberi? Respirate forse la libertà ora?  E che cos'è  la libertà forse una pila di insulti, bugie,...? Libertà significa forse solo scrivere sui muri "libertà"? Libertà significa forse diffondere discordia tra i libici nei mezzi di comunicazione del CNT?  Un promemoria, Hala Mesrati è stata rapita dai ribelli nell'agosto 2011 dopo la caduta di Tripoli.