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samedi 1 décembre 2012

Cronache dall'Impero: L'esercito di ventura USA nelle zampe dei neocolonialisti corporativi. Il Qatar alla conquista del mondo.



Le primavere Arabe e tutte queste rivoluzioni sono state organizzate al solo scopo che il governo occulto, o meglio i grandi finanzieri, così come le banche, potessero piazzare la loro manovalanza nei posti chiave del potere. Questo è successo in Tunisia, in Egitto, in Libia, in Costa d'Avorio, in Sudan e quasi ovunque in Africa, ma anche in Italia, in Grecia e a Bruxelles, in Europa tutta, compresa quella dell'Est.


Anche se gli ex dirigenti locali erano già da tempo divenuti i loro lacché grazie a dei metodi coercitivi molto potenti, per effettuare una nuova riconfigurazione del mondo in senso globale ed una nuova spartizione dello stesso, così come l'accentramento dei poteri sullo stesso, nelle mani di un piccolissimo gruppo transnazionale di finanzieri, era necessario che degli uomini venduti fino al midollo fossero sostituiti rimpiazzando i primi, così come era necessario che degli estremisti che avevano venduto la loro causa al migliore offerente, guadagnassero terreno e potere per permettere loro di continuare la guerra del "Bene contro il Male" e giustificare in questo modo, la violazione del diritto internazionale, bypassando il principio di non ingerenza, con il sostegno manicheo di opinione pubblica credulona, e poter praticare quello che si potrebbe definire un neocolonialismo che "non si vede".

Abou Walid

Concordo con le riflessioni del mio fratello ed amico algerino Abou Walid e per indurvi ad una presa di coscienza allego un articoletto di press TV che vi farà comprendere meglio come si attuano in pratica questi nuovi equilibri.



Il Qatar si dice pronto a pagare 'completamente il conto della presenza militare degli Stati Uniti nel suo paese, ci riferisce Amr Moussa.



Ex dirigente della Lega Araba Amr Moussa ha rivelato che il Qatar ha offerto di pagare finanziandola completamente, l'espansione della presenza militare nel suo paese in cambio di protezione militare.


In un'intervista con il giornale arabo al- Hayat con sede a Londra, Moussa ha dichiarato che l'emiro del Qatar il Principe Sheicco Hamad bin Khalifa Al Thani ha detto agli USA che voleva pagare tutte le loro spese militari se Washington fosse stata d'accordo nel progetto di stabilire ancora più basi militari nel Paese ricco di gas del Golfo Persico.

-Lo Sceicco Hamad Bin Khalifa rappresenta effettivamente il potere assoluto in Qatar e Jassim è il suo braccio destro. Il Principe ha ben gestito gli affari del paese ed ha preso questa decisione cruciale molto semplicemente- Ha detto Moussa.

"Quando ha pensato a come ricevere protezione ed ha visto che gli Americani erano gli unici con la volontà di provvedere a questa, è il quel momento che ha pensato all'apparato militare americano, per il quale stabilire una base in Qatar non rappresentava al momento una priorità. Ma lo Sceicco Hamad ha detto agli Americani che gli avrebbe  assicurato un intera copertura delle spese, e così adesso può godersi la sicurezza che voleva e si è fatto avanti" ha aggiunto.


Il Qatar, paese che ospita la più grande base militare americana di tutti gli Stati arabi, è uno dei maggiori produttori di petrolio e gas della regione del Golfo Persico.

La base militare Al Udeid Air che si trova ad Ovest della capitale del Qatar Doha, ospita personale e strutture militari di proprietà degli USA.
E' la sede di quartier generali di avanzamento del Comando Generale degli Stati Uniti, di quartier generali del Comando Generale delle forze aeree degli USA, di 83 Gruppi Spedizionieri dell'Aviazione RAF e della 379a Ala di Spedizionieri dell'Aviazione USAF.

Nel 1999, è riportato che l'Emiro del Qatar abbia detto a funzionari degli Stati Uniti che avrebbe voluto vedere una cosa come 10.000 soldati degli Stati Uniti in servizio permanente ad Al Udeid.

DB/MA

Fonte: Press TV

jeudi 26 juillet 2012

Hollywood curiosa scoperta dell'intelligence cinese


Il portavoce dei servizi segreti cinesi ha rivelato di avere informazioni che indicano che una delle più grandi società di produzione e distribuzione cinematografica, la Metro Goldwyn Mayer, è in procinto di girare "la più grande farsa  cinematografica di tutti i tempi "per conto degli ordini del giorno politici , il cui scopo è rovesciare il regime siriano.

Per fare questo, il regime del Qatar ha speso qualcosa come 22 miliardi dollari per costruire una replica esatta di Damasco e il suo palazzo presidenziale a Hollywood, dove ha intenzione di guidare la più grande guerra psicologica degli ultimi dieci anni. Questa somma sconcertante è appena stata aggiunta ai miliardi di dollari sauditi e del Qatar spesi l'anno scorso per far cadere il presidente siriano, Bashar al-Assad. Secondo, l'agenzia di stampa siriana Dampress, sono stati costruiti dei modelli in scaladi tutti gli edifici pubblici di Damasco in previsione di questa farsa machiavellica, durante la quale l'opinione pubblica sarà testimone della presa di Damasco in diretta da parte degli insorti salafiti e dell'esercito dell'opposizione.


In base a questo scenario, il palazzo presidenziale sarebbe il bersaglio di razzi, mentre i ribelli lo prenderebbero d'assalto. Comparse che rappresentano il presidente siriano e la sua famiglia dovrebbero essere gravemente ferite o uccise. Il risultato sarebbe niente popò di meno che la fine del regime alawita e la creazione di una "democrazia". Lo scenario comprende anche la diserzione di alcuni officiali di alto rango siriano, sostenuti dai loro soldati, che si allontanerebbero dal presidente Al-Assad. Nel medesimo scenario all'indomani di questa commedia Hollywood, un certo sceicco Al-Arour, residente all'estero, dovrebbe pronunciare un discorso provocatorio contro al-Assad. Tutto questo è ovviamente destinato a minare il morale dei Siriani e a terrorizzarli.


Il portavoce dei servizi segreti cinesi ha detto che la diffusione si verificherà quando la televisione siriana, libanese e iraniana saranno state messe sotto controllo.

Mohamed Al-Ghazi
Fonte:

Hollywood : curieuse découverte des services secrets chinois
Tradotto da Amnotyours



jeudi 19 juillet 2012

Doha in Qatar è diventata HOMS-llywwod, il polo cinematografico dei documenti video contraffatti sulla Siria. Updated


Compagnia di sicurezza in Qatar produce modelli identici di edifici e luoghi di città  siriane per la produzione  di documentazioni video false sulla situazione in Siria



19 luglio 2012

DOHA, (SANA) - Una Compagnia di Sicurezza in Qatar che si è specializzata nella produzione modelli  ha avviato i preparativi di modelli esecutivi mettendo in atto una mossa che ha lo scopo di fuorviare l'opinione pubblica su ciò che sta accadendo in Siria.

Secondo fonti speciali, l'azienda ha prodotto modelli analoghi degli edifici ufficiali e delle piazze di Damasco di Aleppo e di Lattakia nella regione di al-Zoubareh nei pressi di Doha, (Qatar).

Le fonti citano testimoni oculari che dicono che la società ha iniziato facendo riunire persone per fargli indossare costumi speciali al fine di fargli interpretare il ruolo del personale militare ed anche fotografi, che fingevano di rappresentare  i canali televisivi siriani ed il pubblico pagato, ma anche automobili private  ​​e militari con false targhe siriane, tutto allo scopo di girare falsi video e scattare foto (contraffate)  prefabbricate sulla situazione in Siria.

Fonte: Sana


Il Qatar spende 22 bilioni di Dollari per Simulare La Caduta di Assad

[NOTA DEL REDATTORE: In una sorta di "Operazione che è un Déjà Vu", il Qatar e il suo canale di Propaganda NATO Al Jazeera si sono messi in gioco per fare una Redux delle Psyops della guerra libica, in cui si è visto che il canale del Qatar ha girato filmati falsi della caduta di Tripoli, utilizzando una falsa costruzione nel set di della Piazza Verde a Doha, in Qatar. Questa volta i Qatarioti a Doha hanno riprodotto vari centri delle città siriane ed hanno intenzione di relizzare un Massive Psyops, filmando la falsa caduta della Repubblica siriana, ed il trionfo del loro cosiddetto 'esercito siriano libero'. SI AVVISA DUNQUE L'UTENTE DELLA PROPAGANDA E DELLA DISINFORMAZIONE CHE STA PER ESSERE DIFFUSA SU DIVERSE PIATTAFORME MSM.]
 

Il brutto Emiro del Qatar, lo sceicco Hamad Bin Khalifa Al-Tani ed il suo burattino Obama

 Teheran (FNA) - Fonti di stampa hanno rivelato che il governo del Qatar ha pagato $ 22 bilioni di dollari ad esperti di Hollywood per costruire una serie di modelli  a grandezza naturale di edifici governativi della Siria, tra cui il palazzo presidenziale, per condurre una guerra psicologica contro il presidente Bashar Assad attraverso dei reportage falsi .
 Secondo un rapporto di Press Dam, i produttori cinematografici di Hollywood incaricati di simulare le scene di attacchi contro edifici governativi di Damasco i quali porteranno a scontri gravi e a diversi attacchi missilistici contro il palazzo presidenziale ed anche  all'eventuale resa di Assad e della sua famiglia alle forze di opposizione.
 Anche nei filmati video da riprendere negli edifici finti, i registi di Hollywood sono incaricati di girare le scene della defezione dei militari siriani dall' Esercito. I filmati servono ad essere trasmessi sulle televisioni occidentali e arabe per indebolire il morale del popolo siriano.
 Rapporti precedenti avevano rivelato  inoltre che una ditta di sicurezza del Qatar aveva costruito modelli di edifici ufficiali della Siria al fine di produrre video falsi sui conflitti nel paese arabo.
 Fonti speciali hanno detto che la società del Qatar, che è specializzata in produzione di modelli ha avviato i preparativi degli esecutivi per la ricostruzione edifici finti in modo che i media del Qatar e dei dissidenti siriani possano diffondere un nuovo ciclo di di presunti reportages contro il governo del presidente Assad.
 Testimoni oculari hanno annunciato che un gran numero di persone è stato assunto, i quali  dopo aver indossato uniformi militari e mascherati da giornalisti, sono stati inviati nel luogo in cui gli edifici erano stati costruiti.
 Anche una serie di  veicoli pubblici e militari con false targhe con numeri identificativi delle targhe siriane sono stati inviati al-Zoubarah una zona vicino a Doha per essere utilizzati per la produzione di film contraffatti sugli eventi in Siria.
 Siria sta vivendo l'esperienza di un fermento  da marzo 2011, con attacchi ben organizzati di bande armate contro le forze di polizia e le guardie di frontiera siriane che sono stati segnalati in tutto il paese.
 Centinaia di persone, compresi i membri delle forze di sicurezza, sono stati uccisi, quando alcune manifestazioni di protesta si sono trasformate in scontri armati.
 Il governo accusa i fuorilegge, i sabotatori e gruppi terroristici armati delle morti, sottolineando che i disordini sono stati orchestrata dall'estero.
 Nel mese di ottobre, la calma è stata infine restaurata nel paese arabo dopo che il presidente Assad ha iniziato una iniziativa di riforma del paese, ma Israele, gli Stati Uniti ed i suoi alleati arabi stanno cercando intensamente di portare comunque il paese nel caos con ogni mezzo possibile. Tel Aviv, Washington e alcune capitali arabe si sono messe in scena in un vario genere trame nella speranza di incrementare le agitazioni in Siria.
 Il quotidiano degli Stati Uniti, Washington Post, ha riferito a maggio che i ribelli siriani ed i gruppi terroristici che combattono contro il governo del presidente Bashar al-Assad hanno ricevuto armi molto migliori ed in maggiore quantità nelle ultime settimane, un crimine questo finanziato dagli Stati arabi del Golfo Persico e coordinato dagli Stati Uniti.
 Il giornale, citando attivisti dell'opposizione e funzionari statunitensi e stranieri, ha riferito che che alcuni funzionari dell'amministrazione Obama hanno sottolineato di avere moltiplicato i contatti con le forze militari di opposizione per fornire alle nazioni del Golfo Persico le loro valutazioni sulla credibilità dei ribelli e quelle relative alla direzione ed al controllo delle infrastrutture.
 Secondo il rapporto, il materiale bellico è stato accumulato a Damasco ed a a Idlib vicino al confine turco e a Zabadani vicino al confine libanese.
 Attivisti dell'opposizione, che quattro mesi fa avevano detto che i ribelli erano a corto di munizioni hanno riferito in maggio che il flusso di armi - per la maggior parte acquistate al mercato nero in paesi vicini o da elementi dell'esercito siriano in passato - è notevolmente aumentato dopo una decisione Arabia Saudita, del Qatar e di altri stati del Golfo Persico di rifornire di milioni di dollari il loro finanziamento mensile.
 Fonte: (Source: FARS News Agency) sul blog Counter PsyOps


Siria: Qatar in procinto di diffondere il falso  video "La caduta strepitosa" (ecco un'immagine del film)

di MKERone (co founder di CounterPsyOps)


Qui sopra c'è l'immagine che si sta diffondendo su Internet oggi.
Si tratta presumibilmente di un'immagine del dietro le quinte della prossima produzione del Qatar "The Fall Resounding". Capitemi, questi sono i video contraffatti e le false immagini che il Qatar ha registrato per essere poi visualizzate sui media di mainstream  corrotti, al fine che possano trasmettere la finta caduta del legittimo Governo siriano.
Come abbiamo precedentemente comunicato ci sono statidei rapporti che avvisavano il pubblico di una grande imminente produzione del Qatar, nello stile di Hollywood (anche un produttore sionista  di Hollywood si ritiene probabile che sia coinvolto in quest'operazione) che è costata all' illegittimo "emiro" 22 miliardi di dollari , (costo di produzione) per diffondere  false notizie sulla caduta Assad .
Come al solito, vi ringraziamo in anticipo per la condivisione di tali informazioni e vi invitiamo a che  la diffusione delle stesse sia ampia. Facciamo in modo (diffondendo la verità), che questo sia il nuovo trend e quindi sventiamo questo tentativo di disinformazione.
Fonte: CounterPsyOps

Articoli Tradotti da AMNOTYOURS


mercredi 18 juillet 2012

PSG, IL RAMO SPORTIVO DI AL QAEDA, RECLUTA ZLATAN IBRAHIMOVIC




Per coloro che dubitano ancora, che il Qatar alias Al Qaeda ha capito che l'uomo europeo è avido. Da questa avidità, senza dubbio, è nata un forte islamizzazione della Francia e del mondo. A prima vista, è quella di un Islam normale , è comprensibile. Ma ancora una volta, no, si tratta invece di salafismo. Questo è lo scopo più recondito degli sceicchi del Qatar e dei governanti sauditi.

Pertanto, come previsto, la Mona Lisa, il folletto del fuoco,la diva, direi io, la mega-star Zlatan Ibrahimovic arriva a Parigi. Giunge a Parigi questa sera per la  tradizionale visita medica e per la firma sulla scia di un contratto di 3 anni. Un'orda di fotografi è già a le Bourget, per attendere il suo arrivo da Stoccolma, in Svezia.

Sul suo sito internet, Paris-SG annuncia che una conferenza stampa si terrà domani alle 15:00 presso il Parc des Princes, alla presenza del Presidente del club Nasser Al Khelaifi e Leonardo. Lo svedese di 30 anni riceverà uno stipendio annuale di 14 milioni di euro netti e pertanto, il club si prenderà cura del pagamento delle sue tasse. Raggiungerà due milioni in più di ciò che prendeva fino ad adesso all' AC Milan. Il ramo sportivo di Al Qaeda, dopo l'argentino Ezequiel Lavezzi, il brasiliano Thiago Silva e il promettente giovane italiano Marco Verratti, è forte. Purtroppo, non sono i nomi che giocano a calcio, e ancora meno i soldi. Quindi vedremo.

tradotto da Amnotyours

Fonte: Allain Jules http://allainjules.com/2012/07/17/psg-la-branche-sportive-dal-qaida-recrute-zlatan-ibrahimovic/

Urge spiegare a certi utenti ignari chi è Hamad Al Thani e che responsabilità ha nel finanziamento e nel supporto dell'ala di Al Qaida infiltrata in vari conflitti africani e del Medio Oriente. Dato che la sua influenza nell'intervento Nato contro la Libia è sodato, non soltanto dal punto di vista bellico attraverso l'infiltrazione dei suoi mercenari che hanno affiancato i "ribelli" libici e che adesso e parlo delle stesse cellule e degli stessi soggetti, fatto comprovato, da arresti in territorio siriano e da video in cui rivendicando azioni ed attentati, questi individui dichiaravano di avere combattuto in Libia ed attualmente in Siria. Allego un articolo che è già tradotto sulla partecipazione in senso di finanziamenti e supporto dell'emiro del Qatar alle cellule di Al Qaeda del Mali.
Cosicché chi è digiuno completamente delle pastette di Hamad al Thani nelle sedicenti primavere arabe, ed africane possa farsi un'idea del tipo di ingerenza dell'emiro, sia dal punto di vista terroristico che mediatico essendo il proprietario del canale satellitare Al Jazeera veicolo di tutta l'informazione manipolata dei ribelli che da pochi mesi anche editore capo.

Spero che questo spieghi l'humor sottile di Allain Jules che nel titolo e nell'articolo allude all'ala sportiva di Al Qaeda... Non è un allucinazione è purtroppo la realtà. Il Qatar finanzia terroristi e calciatori, pseudo ribellioni islamiste e squadre in campionati questo è il punto.

Amnotyours


Mali: finanziamenti qatarioti per rafforzare il controllo regionale dell’emirato


Elaph (26/06/2012). Una serie di osservatori confermano la possibilità della presenza di finanziamenti emessi dall’emirato del Qatar a favore di diversi gruppi islamici presenti nel Nord del Mali. Un giornale francese ha pubblicato sulla base di delle informazioni dell’intelligence militare francese che i governanti del Qatar distribuiscono il denaro ai gruppi islamici del nord del Mali senza che questi movimenti internazionali producessero alcun tipo di reazione da parte dell’Eliseo. Gli osservatori parlano delle ambizioni petrolifere dell’emirato che potrebbero aumentare la tensione tra il Qatar e l’ Algeria, e lo stesso vale per i rapporti tra Qatar e Mauritania, paese in cui si registra una forte insofferenza per la massiccia presenza qatariota negli affari nazionali. Sebbene la vicenda dei finanziamenti qatarioti a gruppi islamici venga diffusa da molti giornali europei, il corrispondente svizzero dalla regione Claude Olivier Vellez ha dichiarato che ” Non c’è in realtà alcuna prova concreta che accerti l’effettivo finanziamento, am ciò che è certo è che le ambizione del Qatar nella regione sono aumentate grazie alla partecipazione attiva nel rovesciamento di Gheddafi”.


mercredi 30 mai 2012

Agents de Blackwater impliqués dans les troubles de la Syrie : analyste politique

Les agents de la société américaine Blackwater opèrent à l'intérieur de la Syrie et sont impliqués dans la tourmente meurtrière dans le pays arabe qui a débuté en mars 2011, un analyste politique le raconte à Press TV.

Ici la vidéo
« Nous avons une preuve matérielle maintenant que la société Blackwater travaille dans les territoires syriens, »

a déclaré Taleb Ibrahim, un analyste politique de Damas, dans une interview à  Press TV ce lundi dernier.

Ibrahim a aussi déclaré qu'il y a un « tiers  faction» dans la Syrie qui « veut miner » le plan de paix de six points mené par l'émissaire de la Ligue Arabe/Nation Unies en Syrie  Kofi Annan en mars.


« J'accuse directement l'intelligence turque et l'intelligence de l'Arabie Saoudite et aussi l'intelligence du Qatar. »

Au cours des derniers mois, le Qatar, l'Arabie saoudite et la Turquie ont exprimé leur soutien pour armer les rebelles syriens.

L'analyste politique a ajouté que le tier parti cherche de « empêcher n'importe laquelle solution politique pour la crise en Syrie ».

La Syrie connaît des troubles depuis le mi-mars 2011. Beaucoup de gens, y compris les forces de sécurité ont été tués dans l'agitation. Alors que l'Ouest et l'opposition syrienne accusent le gouvernement de la tuerie, Damas accuse ''les hors-la-Loi, les saboteurs et les groupes terroristes armés '' de l'agitation,en insistant sur le fait que c'est être orchestré de l'étranger. Des affrontements sporadiques entre les forces syriennes et les groupes armés continuent en Syrie, malgré un cessez-le-feu qui a pris effet le 12 avril et qui faisait partie du plan Annan. Le 25 de mai, des affrontements ont éclaté entre les forces syriennes et les groupes armés dans la ville de Houla, située dans la province centrale de Homs et à environ 32 kilomètres (20 milles) au nord-ouest de la ville qui est la capitale provinciale de Homs.

Le chef de la mission des observateurs de l'ONU en Syrie,le Majeur-Général Robert Mood, a dit dans un exposé présenté par vidéo lorsque il était à Damas à une réunion d'urgence du Conseil de sécurité de l'ONU cette dimanche dernière, que les observateurs de l'ONU à Houla estiment que 108 personnes ont été tuées, dont 49 enfants et 34 femmes.

HSN/MA/HJL

source:PRESS TV

mardi 8 mai 2012

Erdogan : L'OTAN devrait intervenir en Syrie



ANKARA-le premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan a déclaré Qu'Ankara est prête à demander l'intervention militaire de l'OTAN en Syrie. Il le rapporte l'agence Press TV.

Le premier ministre turc qui a pris la parole lors d'une interview avec le journal italien il Corriere della Sera dans la capitale slovène, à Ljubljana, avant son voyage en Italie, il s'est entretenu avec le président slovène Danilo Turk.

« Nous partageons avec la Syrie une frontière longue de 900 kilomètres. Et nous avons toujours eu des liens d'amitié. Malheureusement, le Président Assad n'a pas honoré notre confiance. Maintenant, la situation est très grave. Jusqu'à présent, nous avons été patients avec la Syrie, mais si le gouvernement ira encore commettre des erreurs à la frontière ce sera un problème qui exigera l'application de l'article 5 de l'OTAN. El-Assad n'a pas conservé aucune des promesses faites à Annan. Le Conseil de sécurité devrait prendre ce fait plus au sérieux. L'UE ne doit pas rester un observateur extérieur. Si je pense à une intervention armée ? Ce n'est pas seulement un problème de la Turquie. Ces sont des étapes communes nécessaires du Conseil de sécurité et de la Ligue arabe, a déclaré le premier ministre turc.
Le 6 mai, Erdoğan en suite lors d'une réunion de son Parti Justice et développement il a également exprimé le soutien de la Turquie en faveur aux Syriens qui cherchent refuge dans la ville turque du sud de Gaziantep, près de la frontière syrienne. Ces derniers mois, la Turquie, l'Arabie saoudite et le Qatar se sont déclarés en faveur de la fourniture d'armes aux groupes armés contre le gouvernement syrien.

Le 3 mars, le ministre turc des affaires étrangères Ahmet Davutoglu a déclaré que « le message de la communauté internationale pourrait être transmis à l'administration syrienne avec plusieurs méthodes, y compris la fourniture d'armes au Conseil National syrien ».

source:http://italian.irib.ir//notizie/politica5/item/106717-erdogan-%C2%ABsiamo-stati-pazienti,ma-se-la-siria-continua-a-sconfinare-la-nato-dovr%C3%A0-reagire%C2%BB

dimanche 6 mai 2012

Certi regimi arabi sabotano il processo di pace in Siria


Certi regimi arabi stanno tentando di sabotare il processo di pace in Siria alimentando la violenza nel paese, ha detto un anziano consulente della rivoluzione islamica il Leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, secondo Press TV.

"Alcuni regimi arabi cercano di portare al fallimento la missione dell' [inviato speciale dell'ONU/Lega Araba  in Siria] Kofi Annan attraverso l'intensificazione dello spargimento di sangue in Siria", ha detto Ali Akbar Velayati, questa domenica.
Velayati ha aggiunto che gli Stati arabi stanno progettando di sabotare l'accordo di pace proposto da Annan inviando mercenari e continuando un traffico di armi in Siria con il sostegno di Israele e dell'Occidente, Mr Velayati ha detto che queste misure sono volte a esigere una vendetta sull'onda del risveglio islamico,(in senso politico),che in Egitto e in Nord Africa hanno rovesciato "i dittatori fantoccio."
"Come possono paesi, dove il sistema legislativo è identico a quello dei tempi medioevali ed il cui popolo è privato dei diritti più elementari, parlare di libertà, democrazia e di diritti umani in Siria?" il funzionario iraniano lol ha detto riferendosi a paesi come l'Arabia Saudita e Qatar.

Velayati ha osservato che i recenti attacchi terroristici in Siria sono la manifestazione di un complotto per rovesciare il governo siriano, che è un sostenitore del fronte di resistenza e nemico (dichiarato) di Israele.

source:  Certain Arab regimes sabotaging Syria's peace
IRIB

lundi 9 avril 2012

Les bizarres divisions du monde arabe

Le fait que l'autorité nationale palestinienne (PNA) soit entre les mains de gens sans les compétences politiques nécessaires pour diriger le pays dans la lutte contre les envahisseurs sionistes, n'est pas une nouveauté. 
Exactement comment est également déterminé la nature réactionnaire du mouvement du Hamas, qui a donné un autre coup mortel à la cause du peuple palestinien, en retournant dans le lit de la rivière des « Frères musulmans » sous le parrainage  du Qatar et des États-Unis indirectement. Finalement ils sont tous d'accord (sauf le peuple bien sûr): ils veulent deux peuples, deux États.  Une formule indécente qui va décider la fin la résistance et qu'ira donner aux Palestiniens un petit camp de concentration où même l'eau potable ne sera pas garantie et au contraire aux Israéliens sera donnée la garantie de facer l'opinion publique mondiale sans les « J'accuse » des organisations humanitaires sur le traitement des Arabes. En face à cette catastrophe, le peuple palestinien ne peut plus compter sur sa classe dirigeante, corrompue et politiquement inappropriée. Une preuve encore de cet échec a eu lieu ce samedi 7 avril dernier, lorsque la conférence organisée par «Stato & Potenza» sur la question palestinienne et les ennemis internes et externes. 


Parmi les conférenciers il avait été invité S.E. HANI GABER, Consul de l'Autorité Nationale Palestinienne en Italie, qui a refusé de participer en raison de la présence dans la salle d'armoiries de la République de Syrie et du Mouvement de Résistance libanaise « Hezbollah ». Peut-être c'est possible que « son eminence », aurait il préféré une initiative basée sur la paix entre les Palestiniens et les Sionistes ? On parle de ces bouffonneries typiques de la gauche politiquement correcte (parrainée par Israël), où apparait  le drapeau israélite et le drapeau palestinien avec écrit un beau « Shalom »!, et aussi des nombreuses poignées de main et fausses sourires, et pour ça donc la mort des arabes peut elle continuer pas perturbée ?


Pourquoi s'embêter pour le drapeau de la Syrie et du Hezbollah ? Parce qu'ils sont les seuls, avec la République islamique d'Iran, à lutter vraiment contre l'entité sioniste, et si la Palestine sera un jour libérée il sera possible , grâce à cet axe politique et militaire. Les formations VRAIMENT résistantes tels que le Front Populaire Commande Général, d'Ahmed Jibril et le Djihad islamique, en sont parfaitement conscientes. Par conséquence, les représentants de l'Autorité Palestinienne n'acceptent pas la présence des Libanais, des Syriens et des Iraniens. Alors que nous n'accepterons  jamais de reconnaître Monsieur Gaber comme le représentant de la Palestine.  




source:http://www.statopotenza.eu/3162/le-strane-divisioni-del-mondo-arabo







Réunion-débat: « La Palestine entre ennemis internes et externes », Samedi 7 avril Brescia Italie



Haut-parleurs inclus :
DOTT. CARLO REMENY, Journaliste, directeur de l'Agence d'information Arabmonitor (http://www.arabmonitor.info/)
Il serait du intervenir S.E. HANI GABER, Consul de l'autorité nationale palestinienne en Italie
DOTT. ALESSANDRO IACOBELLIS, Stato & Potenza – Expert du Moyen-Orient
DOTT. ANDREA GIACOBAZZI, Auteur de livres historiques : “Il fez e la kippah” et “L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv”.
OUDAY RAMADAN, Communiste Italien-Syrien
MAHDI SASSO, de l’Asso. Islamique Imam Mahdi
Présente et modère, STEFANO BONILAURI


http://youtu.be/BHzkxahETSE

http://youtu.be/PjuRqbV4NkI

http://youtu.be/UQJ6b5PPDPU

http://youtu.be/OQPiOMZm8-4

lundi 12 mars 2012

Notizie menzogne sulla Siria - armi di guerra ed Al Jazeera


Un giornalista rifiuta di essere soldato  del diavolo sotto mentite spoglie così la lascia.

Traduzione di E.Scaglione

Esodo di al Jazeera: il canale sta perdendo personale per senso di colpa.

Il canale TV Al Jazeera  è afflitto da un forte numero di dimissioni. Dipendenti chiave nel suo ufficio di Beirut hanno riferito delle dimissioni dovute all'atteggiamento "parziale" in cui si è cristallizzata la rete televisiva.

Al Jazeera ha recentemente perso molti dei suoi dipendenti chiave nell'ufficio di Beirut: il Managing Director Hassan Shaaban si è dimesso, come il giornale libanese Al Akhbar ci ha riferito di domenica. a questo episodio sono seguite una serie di dimissioni dal personale d'ufficio (redazione) della televisione , tra cui Ali Hashem un corrispondente ed il produttore Mousa Ahmad.

Mentre poco si sa circa le dimissioni di Hassan Shaaban, un altro che ha abbandonato polemizzando sulla politica distorta del canale nel coprire la primavera araba – e soprattutto sugli eventi in Siria e in Bahrain- ci sono invece ulteriori informazioni riguardanti il corrispondente Ali Hashem.

Quest'ultimo rassegnò martedì scorso le sue dimissioni ed dal contenuto di emails trapelato attraverso il pirataggio compiuto dagli hacker siriani, ci ha mostrato la sua frustrazione sulle politiche del canale nel coprire gli eventi in Siria, il giornale libanese Al Akhbar ha citato una fonte nella stazione come stavamo dicendo.

"Puoi  controllare le emails che mandò alla sua collega, Rula Ibrahim, per conoscere come la sua posizione sia cambiata dopo che la stazione televisiva si rifiutò di mostrare le foto che aveva preso dei combattenti armati, che si scontravano con l'esercito siriano in Wadi Khaled. Invece [Al Jazeera] lo criticò  b accusandolo e definendolo uno shabeeh [e cioè un lealista regime], " ci ha riferito la fonte.

Il reporter è anche detto di essere stato imbarazzato di un rifiuto del canale di occuparsi della diffusione della rivolta in Bahrain. "[In Bahrain], ove stavamo assistendo alle immagini di un popolo che era macellato dalla 'macchina di oppressione del Golfo' per Al Jazeera, il silenzio era il nome del gioco," secondo la fonte.


Hassan Shaaban e Ali Hashem non erano gli unici impiegati di Al Jazeera sconvolti dalle politiche del canale televisivo in misura da essere pronti a dare le dimissioni. Nelle ultime settimane di è assistito anche alle dimissioni di Moussa Ahmad, produttore del canale a Beirut. Ahmad ha accusato di Al Jazeera di parzialità ed ha detto che il canale era totalmente ignorato il referendum sulla nuova costituzione in Siria.

Secondo la fonte del giornale, l'esodo del personale di Al-Jazeera è causato dal fatto che la maggior parte dei suoi giornalisti provengono da prestigiose scuole di giornalismo che insegnano di essere contro la segnalazione tendenziosa ed anche di vedere e trasmettere la verità autonomamente come giornalisti sul campo.

Il giornalista e autore Afshin Rattansi, che lavorava per Al Jazeera, ha detto a RT, che "purtroppo", il canale si è trasformato da essere il canale rivoluzionario della regione per apertura ad diventare una voce unilaterale assumendo la posizione del governo del Qatar contro Bashar al-Asad.

"È molto preoccupante di sentire come Al Jazeera stia diventando adesso questo giocatore disonesto regionale per ciò che concerne la politica estera, nello stesso modo che alcuni attribuirebbero polemicamente alla BBC e come altri ancora sono stati per decenni," ha detto. "Se  Al Jazeera Arabic ha l'intenzione di prendere una posizione di guerra simile a quella del governo del Qatar, questo sarebbe folle ."

"C'è il coraggio di questi giornalisti, tuttavia, nel dire «Guarda, questo non è il modo in cui noi dovremmo coprire l'informazione su questo argomento. Ci sono elementi di Al-Qaeda là,'"Rattansi ha concluso. "Il modo in cui Al Jazeera Arabic ha coperto l'informazione sugli eventi della Siria è completamente unilaterale".

I giornalisti e l'attivista pacifista Don Debar, che ha anche avuto ad Al Jazeera esperienze lavorative, ci ha confermato che la stazione televisiva è stata pesantemente indirizzata e diretta dal governo del Qatar nelle sue politiche.

"E che è in corso dal mese di aprile scorso del 2011," ha detto Debar a RT. "Il capo dell'ufficio di redazione a Beirut ci ha lasciato, molte altre persone si dimettono a causa della parziale copertura dell'informazione sugli eventi e l'indiscutibile ingerenza del governo nel dettare ai giornalisti la politica editoriale prima sulla Libia ed in questo momento Siria."

fonte:Al Jazeera exodus: Channel losing staff over ‘bias’

samedi 3 mars 2012

Syrie: Briser la couverture de mensonges qui ont imprégné nos médias de masse

Entrevue à Ouday Ramadan, qui était en Syrie avec une délégation italienne en novembre dernier, et qui a échappé à une tentative d'assassinat de la soi-disant « armée syrienne libre. »


par Giovanni Sarubbi


Nous interrogeons aujourd'hui sur la question syrienne que nous traitons maintenant depuis plusieurs mois, Ouday Ramadan, syrien et italien par l'adoption. A 47 ans et il vit en Italie depuis le 1986. Il n'est pas parmi les opposants du gouvernement, El-Assad. Il a également eu des accrochages avec certains membres de la famille Assad qui l'ont amené à quitter la Syrie. Mais il n'est pas devenu un opposant au gouvernement syrien qu'il voit sûrement mieux que le système capitaliste occidental dans son pays. Ouday Ramadan est maintenant communiste, il a vécu au Liban où il a participé à la lutte armée qui dans ce pays a eu lieu.  Il ne connait pas ni Mohamed Nour Dachan, délégué de l'Italie de la Coalition syrienne au soutien de la révolte en Syrie , ni Ossamah Al Tawil, membre du Comité exécutif de la Coordination National syrienne pour le changement démocratique que nous avons déjà interrogés sur la question syrienne. Voici le texte de l'interview que nous avons publié et qui a, comme toujours, le seul but de fournir un point de vue différent, toujours importante pour ceux qui cherchent à comprendre les événements nationaux et internationaux notamment, et aussi d'autres nouvelles et d'informations sur l'affaire syrien, avant qu'il soit trop tard. Les nouvelles de qui sont remplis nos journaux n'e sont guère rassurantes.  Les grandes puissances, sauf la Chine et la Russie qui ont opposé le veto aux Nations Unies pour empêcher le début d'une autre guerre, comme c'est arrivé récemment en Libye, donnent un signe de ne pas vouloir poursuivre de quelque façon le règlement pacifique des différends internationaux. Raison de plus pour la quelle nous avons le droit de comprendre ce qui se passe en Syrie et de demander le respect de la souveraineté de toutes les peuples, comme c'est prescrit par la Charte des Nations Unies. Donc que la voie Pacifique ait préséance sur la guerre. Pour ça et seulement ça, nous travaillons.


À quel groupe appartenez-vous ? Avez-vous aussi une partie de l'opposition syrienne en Italie ? Quoi proposez-vous ? 

Je ne suis pas un adversaire du gouvernement légitime. Je suis venu de la Syrie en 1983 après une âpre lutte contre Rifaat Al Assad, oncle de l'actuel président, qui est actuellement en exil. Je suis né et et j'ai grandi au Liban. J'ai été avant sympathisant du Parti socialiste National syrien (PSNS) (qui n'a rien à voir à avec le parti Nazis), et après je suis entré dans le Parti communiste libanais, avec les quel j'ai participé à la lutte armée au Liban. Je suis en Italie depuis  le 1986 et j'ai été pendant 15 ans à un conseiller communal d'une petite ville en Toscane. En 1994, je suis rentré en Syrie. je ne suis pas baathiste mais je défend le régime parce qu'il est séculier et même socialiste alors,  c'est à l'épée qui je le défend. Comme dans tous les pays, il y a des problèmes, mais aucun qui était entrain de laver un enfant sale il aurait jeté lui avec l'eau sale du bain. En Syrie, il y avait et il y a corruption, mais le régime socialiste doit être maintenu et défendu. Pour moi, le pire état socialiste est toujours mieux que le meilleur état capitaliste.



Sur la situation en Syrie,on lis plusieurs des nouvelles, souvent contradictoires, beaucoup d'entre eux ouvertement inventées comme si il y avait un régie cachée derrière. De votre point de vue il se passe quoi en Syrie ?

Depuis le 31 octobre au 10 novembre, j'étais en Syrie avec une délégation. J'ai également fait une intervention lors d'un événement qui a été filmé et diffusé en direct sur par la télévision syrienne (que vous pouvez voir ici) J'ai été à Homs et j'ai survécu à une attaque de la soi-disant « armée syrienne libre. » Il y avait avec nous une équipe de tournage indépendante qui a tournées  38 heures de séquences vidéo. Nous avons voyagé entre la longueur et la largeur de la Syrie, et nous avons noté la présence des groupes armés, formés par les forces de la Fraternité islamique (la soi-disant "armée syrienne libre »), qui est financé par Erdogan (Turquie) par le Qatar et par le groupe libanais Hariri futuriste, qui sont un groupe de la droite ultra capitaliste.


D'où vient donc la crise actuelle

La crise actuelle n'est pas la fille d'aujourd'hui. Le projet est en cours depuis le 1996 et est l'alternative à la la guerre directe qu'Israël a fait en 2006 en attaquant le sud du Liban. La guerre a été remplacée par la subversion interne et en finançant et en armant les groupes des opposants pour déstabiliser et au bout de conquérir le seul État socialiste dans la région. Elles ont été utilisés et déformées même les soi-disantes  révolutions arabes . Rien ne s'oppose aux soulèvements populaires, mais ils sont mal terminés. En Tunisie, où régnait Ben Ali, célèbre collaborateur de la CIA et en Égypte, où il régna également Mubarak putain américaine , ils y sont maintenant au sein du gouvernement, les mouvements islamiques. Dans ces pays ils y sont des millions de personnes qui vivent avec moins de 1 dollar par jour, seulement en Égypte ils y ont étés 40 millions , qui ont donné leur vie en 2008 pour la révolution du pain. En Syrie plutôt le socialisme est forte et est présent et donc c'est pour cette raison qu'on veut le conquérir. C'est le seul pays qui fournit des soins de santé gratuits et une libre  éducation pour tous. Les étudiants peuvent aller à l'étranger pour étudier au détriment de l'État. Tous les résidents sont garantis gratuitement des toutes sortes de produits de première nécessité, y compris de 1000 litres de diesel par an. La critique à El-Assad, qui on devait faire et qui n'a pas été faite est qu'il a accepté le FMI et a introduit en Syrie en 2005 la Bourse des valeurs .  Lorsque il a  commencé à la situation actuelle de crise, comme communiste, je suis allé en Syrie afin de comprendre ce qu'il se passait et j'ai pu voir que la révolte a commencé dans les zones toutes pleines de fondamentalisme religieux de matrice islamique. La soi-disante révolte touche quatre villes, qui sont la Dara, Hama et , Idlib et Homs et la dernière, à l'exclusion des zones où ils y sont des Alaouites des sunnites des chrétiens orthodoxes et des catholiques. La révolte est de couleur fondamentaliste et religieux : ils veulent introduire la charia islamique dans le pays. Il s'agit des villes situées au long des frontières avec la Jordanie ,le Liban et  la Turquie et donc elles sont facilement accessibles par l'extérieur du pays.



Sur quelle base votre allégation sur l'intervention étrangère en Syrie ? 



En Syrie ils ont été capturés bien 47 officiers turcs. Ils ont également été capturés des officiers français, dont un Colonel et quelques militaires britanniques.  Mais ils y sont aussi des groupes du Liban contrôlés à distance par les USA et la France. Il ne s'agit n'est pas d'un soulèvement populaire, mais d'une Subversion externe conduite par Erdogan et les pétro-monarchies du Golfe Persique les quelles, sans avoir même une Constitution et une vie démocratique dans leur propre pays, elles ont inventé les défenseurs de la démocratie en Syrie. Qu'il suffise de dire que l'émir du Qatar a emparé le pouvoir dans son propre pays par l'arrêt de son père et en emprisonnant plusieurs de ses frères. C'est comme si vous mettez une prostituée à donner des conférences sur la chasteté. Ils parlent de démocratie en Syrie mais ils ont étés eux à réprimer le soulèvement du Barehin.

Sont crédible ou pas les agences de presse basés à Londres par les quelles et exclusivement elles puisent tous les médias occidentaux ? Qui est réellement derrière ces organismes d'information ? 

La crédibilité de ces agences ce n'est rien, elles sont des pures et simples manipulatrices de la réalité.  Je suis en possession de milliers de faux films, créés artistiquement par les sets d'al Jazeera ou d'autres radiodiffuseurs contrôlées par les pétro-monarchies du golfe Persique qui inventent de nouvelles des événements jamais avérés. Et ils y sont bien plus de 60 radiodiffuseurs au monde qui retransmettent ces fausses nouvelles sur tout ce qui concerne la Syrie comme la CNN ou tous les radiodiffuseurs européens, y compris ceux de l'Italie. Ils existent  des films de morts rempli de sang au ketchup assassinés qui en suite, après la récitation, ils s'élèvent. Ils existent des vidéos d'ambulance faussement affectées par l'extérieur , ou ils y sont des films qui montrent la frappe un avion russe de la guerre en Tchétchénie présentés comme si il s'était passé en Syrie. Il est un où vous voyez même la date de la vidéo qui est le 6 août du 2006. Ils existent des photos d'enfants extraits par les décombres, mais ou ils ne semble ne pas d'avoir subi le choc de ceux qu'on trouve vraiment dans des telles situations. En bref, il s'agit des faux films. Ils ont partagé de tout,mais ces sont des mensonges. En Italie tous les médias continuent à interroger l'opposition syrienne des militants vivants à Bologne et à Milan sans un contradictoire. Je les ai personnellement mis au défi d'une confrontation publique mais jusqu'à présent personne n'a voulu accepter la comparaison avec moi. Les images réelles, celles de la purification ethnique menée par l'opposition aucun ne les  montre. Il n'y a un des 320 soldats massacrés par les rebelles à Idlib entre juin et juillet du 2011.Et ils sont tués des chrétiens , des Druze et des alaouites car ils sont considérés comme mécréants par les fondamentalistes salafistes.

Quel est le rôle des religions dans la Syrie ? 

La Syrie a toujours été une région où la liberté religieuse et la tolérance ont été une constante de la vie sociale. La chose plus la plus belle que j'ai vu en Syrie c'est de voire partout l'icône de Notre Dame placée à côté de celle du croissant. Les mosquées et les églises sont presque toujours proches et en Syrie ils coexistent pacifiquement bien plus de 53 ethnies et de religions. Les 40 % de la population est de religion sunnite, les autre 60 % est formé par une série de minorités religieuses. Environ sur 23 millions d'habitants les alévis (la confession religieuse du Président al-Assad) sont 8 millions ; Les chrétiens sont 2 millions ; les ismaélites sont 1 millions ; les Druzes sont 1, 5 millions ; Ils y sont 800 000 d'Arméniens, 1 millions sont le charcasi, 800 000 les ashuri ; 600.000 sciites ; mercedita 1,2 million les mercedites qui sont une branche chiite ; 1 million sont les Kurdes. Dans le 40 % des sunnites, il y a une minorité de salafistes sunnites qui sont contre Assad.  Toutes les religions ont le droit de pratiquer leur culte et leurs fonctions religieuses. Aujourd'hui ils existent au contraire des religieux qui ont commencé à faire un nettoyage ethnique. Il y a un de ces chefs rebelles en qui se trouve en Arabie saoudite, qui est appelé Arhurar, qui incite au massacre des Alaouites et des chrétiens en les appelant des collaborateurs du régime. Il a dit « nous vous mettrons dans le hachoir à viande et nous vous donnerons nourrir aux chiens. » La population syrienne s'oppose à des guerres de religion, guerre qui est maintenant importée de l'extérieur.


Ils y sont des raisons économiques pour justifier la crise actuelle ? Quelles sont les raisons qui poussent les grandes puissances, principalement les États-Unis, à fomenter la guerre ? Des raisons géo-politiques ou bien économiques ? 

La crise n'est pas éclatée pour des raisons économiques comme celle ci qui est en cours dans les pays occidentaux. Elle a des raisons d'être économiques qui viennent des grandes puissances parce qu'il y a deux ans qui a été découvert en face de la côte syrienne, une source importante de gaz méthane. Le grand chaos que font les grandes puissances (les États-Unis et la France en particulier) est pour piller ces dépôts. En outre, la Syrie est un lieu de grande importance géo-stratégique et politique. C'est un bastion anti-impérialiste et elle soutien la résistance palestinienne. Je tiens à rappeler qu'il y a un million de réfugiés palestiniens qui ont les mêmes droits à l'égard des Syriens en Syrie. Le même se produit avec les réfugiés libanais et 3 millions de réfugiés iraqiens, tous avec des droits égaux comme citoyens syriens. Les réfugiés palestiniens ont aussi une personnelle armée pour la libération de la Palestine.

Comment juge tu le choix récent du Hamas de supprimer l'appui au gouvernement syrien ?

A l'origine de ce choix, il y a l'initiative du Qatar qui a payé au Hamas 250 millions dollars. Ils se sont vendus pour de l'argent. Le Qatar a dit qu'il dépensera beaucoup d'argent pour renverser le régime syrien.

Le Conseil National syrien dit de représenter l' 80 % de la population syrienne. Est-ce que c'est vrai ou pas ? Et par les quelles forces politiques et sociales se compose  le CNS ? 



Mais le quel consensus ? S'ils avaient un consensus de l' 80 %, comme ils disent, ils auraient déjà étés au pouvoir. On parle de l'Armée syrienne libre comme d'une armée composée de soldats qui auraient quitté l'armée pour ne pas être forcés à tirer sur les gens. Je les ai défies à me donner prénoms et noms, mais ils ne m'ont pas indiqué même un.  Ils ont cité un ancien employé du ministère de la défense qui a échappé à Dubaï, car il était recherché pour corruption et qui est apparu sur Al Jazeera présenté comme un fonctionnaire du ministère, mais c'est un simple employé. Nous nous connaissons en Syrie. S'ils avaient un 80 pour cent comme pourrait il Assad rester en Syrie ? La vérité est que, à Damas et Alep, il y a chaque semaine des millions de personnes dans les rues à soutien d'Assad.  Moi même j'ai été témoin direct en ayant participé, comme j'ai déjà dit, à un de ces événements et en ayant eu l'occasion de parler comme un représentant de la délégation italienne. Mais les journalistes italiens disent que ces vidéos sont fausses. La vérité devient mensonge donc et vice versa.

Est ce que le Gouvernement d'Assad est une dictature qui viole systématiquement les droits de l'homme ou pas ? 

Cette déclaration, comme je l'ai dit, est basée sur des films fausses. Nous devons nous demander pourquoi les journalistes occidentaux ne vont pas en Syrie en  prèferant au contraire de nous vendre comme bonne marchandise la pacotille de Al Jazeera. Ce n'est pas vrai que le gouvernement syrien ne le fait pas entrer. J'ai aussi dit que je suis disponible pour les accompagner personnellement. Et aucun d'eux ne parle de la relation des observateurs internationaux de la Ligue arabe (à lire ce rapport, cliquez ici) qui dit des choses très précises sur ce qui se passe réellement en Syrie. Nous comptons au contraire sur des gens comme ce tel Lorenzo Trombetta, qui envoie des rapports complètement inventés par Beyrouth.

Que pensez-vous de la Constitution au sujet de la quelle a récemment eu lieu le référendum ? 

Je suis d'accord sur certaines choses sur les autre non pas du tout. Je ne suis pas d'accord avec, par exemple, la clause qui réserve seulement à un musulman la présidence de la République. Exactement comment je ne suis pas d'accord sur l'introduction de la charia islamique dans la société syrienne. Nous devons séparer, comme il était jusqu'à présent, l'état par les religions. Ce sont des erreurs qui j'espère ils seront corrigés pendant l'année et demi que ce Parlement aura à sa disposition pour approuver la Constitution définitive. Assad a probablement succombé à des pressions mais j'espère qu'on réussira à y remédier.

Voici l'entrevue que nous avons réalisé avec Ouday Ramadan. Il a également fourni un certain nombre de liens sur le fausses vidéos ou des démonstrations à l'appui de Assad ignorées par la presse occidentale. Je vous les propose ici afin que tout le monde peut soigneusement évaluer autant d'informations qu'il soit possible sur un affaire qui si il ne s'ira briser cette couverture de mensonges qui ont imprégné nos médias de masse, menace de ramener notre pays à nouveau dans la guerre et il sera la sixième fois en total au mépris de notre Constitution.


Édité par Giovanni Sarubbi - directeur du site de www.ildialogo.org

Liens : 

Entretien avec le Secrétaire du Parti communiste syrien qui soutient le gouvernement fusionne Assad et même les ministres. (lire ici) 

Une vérité sur la crise syrienne qui n'aime pas l'Occident. Lire ici 

Ouday Ramadan : lettre ouverte au procureur d'El-Assad. Lire ici 
3 novembre 2011 Délégation italienne parle au peuple syrien. Voir le film ici 

Démonstrations à l'appui de Assad. Voir le film ici pour d'autres articles sur la Syrie, voir la section de notre site Web NO GUERRA

Pour d'autres entretiens  sur la Syrie, cliquez sur le lien suivant : 
ici pour l'interview de Mohamed Nour Dachan et cliquez ici pour l'entrevue avec Ossamah Al Tawil





jeudi 1 mars 2012

Hamas Adieu à la Syrie


29.02.2012
Le mouvement islamique palestinien a coupé ses liens avec le régime de Bashar El-Assad, qui l'a protégé et soutenu pendant une dizaine d'années. Beaucoup des dirigeants en exil, à commencer du leader Khaled Meshaal ils se sont installés aux Qatar 
La sortie du Hamas de la Syrie est complète et définitive. Le bureau de l'organisation à Damas n'est pas fermé mais dans ses vides chambres on ne s'entend un seul mot. Le mouvement islamique palestinien a coupé ses liens avec le régime de Bashar El-Assad, qui l'a protégé et soutenu pendant une dizaine d'années. Beaucoup de dirigeants en exil, à commencer par le leader Khaled Meshaal ont déménagé à Doha au Qatar qui est devenu le nouveau sponsor du Hamas et a voulu prendre la place de l'Iran sont parmi les principaux partisans du mouvement. Autres cadres, comme le numéro deux de l'organisation, Musa Abu Marzuk, s'est installé au Caire. Donc c'est de l'Égypte que les groupe des leaders du Hamas a décidé vendredi dernier de proclamer pour la première fois en publique son affectation par Assad et de soutenir ouvertement la révolte en Syrie. 
Un déménagement qui a eu lieu alors qu'il était tenue à Tunis, la réunion des soi-disant « Amis de la Syrie » et qu'aussi indique un refroidissement des relations avec Téhéran, alliés de Damas,que même s'il y a quelques semaines, avait reçu comme un chef de l'Etat, le premier ministre Ismaïl Haniyeh du Hamas, et aussi avec le mouvement chiite libanais Hezbollah, allié de Téhéran et Damas. Propre Haniyeh ce vendredi dernier, a célébré la révolte contre El-Assad. « Je salue tous les gens du printemps arabe ou plutôt de hiver islamique . Je salut le peuple syrien héroïque combattant pour la liberté, la démocratie et les réformes, » dit le premier ministre du Hamas en face d'une foule de milliers de personnes qui se sont réunies en face de la mosquée de Azhar au Caire, la plus grande école de théologie des sunnites. « Non, non à l'Iran, non au Hezbollah la Syrie est islamique », a répondu à la foule avec une référence évidente à la composition alawite et donc chiite, du régime de Damas. 
Le éloignement du Hamas du le régime syrien n'est pas seulement le résultat d'un repositionnement politique, plus pragmatique et modéré, sous l'impulsion de son dirigeant sortant Khaled Meshaal. Et il ne vise certainement pas à soutenir la démocratie et des réformes en Syrie, les chefs du Hamas en effet sont restés pendant des années à Damas, bien protégés par le père Assad et ensuite par le fils Assad et ils n'ont jamais ouvert leurs bouches au sujet des violations des droits de l'homme et des libertés refusées aux Syriens. Le Hamas, et beaucoup des gens le souviennent, qui est un mouvement sunnite et pas seulement islamique et il a du faire un choix du champ en face au conflit syrien qui prend de plus en plus les caractéristiques d'un affrontement sectaire entre minorité alawite au pouvoir et la majorité sunnite. Dans la décisions du Hamas a joué un rôle aussi le petit mais entreprenant Royaume du Golfe (proche allié des États-Unis) le Qatar, qui après avoir soutenue activement l'intervention de l'OTAN en Libye, a renforcé son statut dans la région. Doha finance la Fraternité musulmane et des mouvements similaires à la Tunisie, l'Égypte, la Libye et la Syrie. Et le Hamas - qui a eu sa naissance en 1987 par les frères musulmans de Gaza- a compris que son « tournant modéré » s'accompagnera d'une généreuse contribution de l'émir du Qatar.

MICHELE GIORGIO
envoyé à Gaza du Manifesto