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jeudi 12 juillet 2012

Syrie: Chavez charge contre Clinton/Siria: Chávez accusa la Clinton

FR/IT



Le président vénézuélien Hugo Chavez a fustigé les déclarations de la secrétaire d'Etat américaine Hillary Clinton à l'égard de la Russie et de la Chine sur le problème syrien, rapportent mardi les médias mexicains.


Il Presidente venezuelano Hugo Chávez ha criticato le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Hillary Clinton riguardo Russia e Cina sulla questione siriana, ce lo come segnalato martedì dai media messicani.

"Nous avons vu des menaces proférées par la secrétaire d'Etat à l'égard de la Russie et de la Chine, selon lesquelles ces pays devraient payer cher s'il ne faisaient pas ce qu'on exigeait d'eux. Vous comprenez? C'est la folie flagrante de ceux qui se croient les maîtres du monde entier", a lancé M.Chavez lors d'une conférence de presse à Caracas.



"Abbiamo assistito a delle minacce fatte dal Segretario di stato contro la Russia e la Cina, secondo le quali questi paesi dovrebbero pagarla cara se non faranno ciò che è stato loro richiesto". Capite? "È la follia flagrante di quelli che credono di essere i padroni del mondo", è esploso con queste parole Chavez durante una conferenza stampa a Caracas.

La semaine dernière, la chef de la diplomatie américaine a appelé les pays participants au groupe des Amis de la Syrie à exercer des pressions sur la Russie et la Chine qui, selon elle, entravaient le processus de règlement de la crise syrienne.



La settimana scorsa, il capo della diplomazia americana ha chiamato i paesi che partecipano al gruppo degli Amici di la Siria ad esercitare pressioni sulla Russia e della Cina, che ostacolato, secondo lei, il processo di soluzione della crisi siriana.

D'après le dirigeant vénézuélien, Mme Clinton ferait mieux de s'occuper des problèmes de son propre pays.


"Il y a de nombreux problèmes à l'intérieur des Etats-Unis, mais cela ne les empêche de chercher à faire en Syrie ce qu'ils ont déjà fait en Libye", a estimé M.Chavez.

Da qui la reazione del leader venezuelano:- la signora Clinton farebbe meglio ad affrontare i problemi del suo paese.-


"Ci sono molti problemi all'interno degli Stati Uniti, ma questo impedisce loro di cercare di fare in Siria quello che hanno già fatto in Libia" ha detto Chavez.

Depuis plus d'un an, la Syrie est le théâtre d'affrontements entre les partisans et les détracteurs du régime en place. Selon l'Onu, les hostilités ont déjà fait plus de 12.000 victimes. Un cessez-le-feu a été décrété dans le pays en avril dernier, conformément au plan de paix formulé par l'émissaire international Kofi Annan. Toutefois, les parties en conflit font régulièrement état de nouveaux affrontements et victimes.


Da più di un anno, la Siria è teatro di scontri tra sostenitori ed i detrattori del regime vigente. Secondo le Nazioni Unite, le ostilità hanno già causato più di 12.000 vittime. Un cessate il fuoco è stato dichiarato nel paese lo scorso aprile, secondo il piano di pace formulato dall'inviato internazionale Kofi Annan. Tuttavia, le parti in conflitto attestano regolarmente nuovi scontri e nuove vittime.

Préoccupées par une possible réédition du "scénario libyen", la Russie et la Chine ont bloqué à deux reprises l'adoption d'une résolution du Conseil de sécurité de l'Onu condamnant la répression en Syrie.


Preoccupati per un possibile riproporsi dello "Scenario libico", la Russia e la Cina hanno bloccato due volte l'adozione di una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che condannava la repressione in Siria.

source: RIA Novosti

Tradotto da Amnotyours


samedi 12 mai 2012

Firmano un' Alleanza l'opposizione armata siriana e la mafia cubana di Miami

Da Ricardo Gayol Rodríguez, Tercera Información.

Lo scorso 7 maggio, centinaia di organi di stampa internazionali hanno pubblicato la notizia che l’opposizione armata della Siria, appartenente al Consiglio Nazionale Siriano (CNS), avrebbe sottoscritto un accordo con l’Assemblea della Resistenza Cubana (ARC), radicata a Miami, Florida – di cui fanno parte circa cinquecento organizzazioni controrivoluzionarie, alcune delle quali estremiste e con comprovati metodi terroristi nella loro lotta contro il Governo cubano. Con questo accordo si vuole dare un impulso “alla loro lotta per la democrazia”.

Bisogna ricordare che tale annuncio viene dato dopo che il Governatore della Florida, Rick Scott, ha proibito agli enti pubblici di quello stato di stabilire relazioni con altre organizzazioni o imprese che abbiano qualche vincolo con Cuba o con la Siria; quindi l’organizzazione anticastrista più importante degli Stati Uniti starebbe commettendo una crimine alla luce del sole.
Balza all’occhio però che questa informazione non è stata diffusa o commentata dai mezzi alternativi e da quelli più critici. Sembrerebbe non avere alcuna rilevanza, anche se risulta molto importante dal punto di vista politico.
L’opposizione cubana in esilio, la più radicale e la più estremista, cerca, da molto tempo, di sviluppare contro Cuba una specie di “Primavera Cubana”, simile a quelle che si sono prodotte nel mondo arabo nel 2011. E per questa ragione richiede anche l’intervento dei governi occidentali, cominciando da quello degli Stati Uniti, e la copertura mediatica e ovviamente militare. Per quanto riguarda le rivolte arabe di quella “Primavera”, ci sarebbe tanto da dire; stiamo ancora assistendo alle nefaste conseguenze dell’invasione della Libia, e il cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) continua a commettere abusi con l’appoggio della NATO e con la compiacenza e la complicità dei governi occidentali. In Bahrein, invece, l’opposizione non può contare su questo aiuto e le proteste in quel paese vengono taciute da tutto il mondo (eccetto, ovviamente, se il tutto coincide con la corsa della Formula 1). In Egitto la violenza non è mai cessata e sembra quasi che Mubarak non se ne sia mai andato o che comunque il suo ruolo sia stato sostituito dalla repressiva Giunta Militare.

O in Siria, dove l’opposizione armata gode del beneplacito e dell’appoggio finanziario, armamentario e mediatico dei paesi occidentali, per la gloria dei loro interessi geostrategici. Il gruppo d’opposizione più importante, che si fa chiamare Consiglio Nazionale Siriano, nello stile di quell’altro Consiglio Nazionale di Transizione Libico, sta svolgendo un ruolo chiave nella guerra sporca, proprio come ha fatto l’organizzazione libica; infatti i miliziani non rispettano il copri fuoco decretato dal governo, sotto gli occhi e con la complicità degli osservatori internazionali e della Lega Araba, che rimangono impassibili davanti all’orrore, lasciando che il piano di pace di Kofi Annan diventi il pretesto perfetto per l’avanzamento senza tregua delle forze d’opposizione.

Di fatto, questi giorni, l’ONU ha denunciato il flusso di armi nel confine tra Siria e Libano, notizia però denunciata moltissime volte dal governo siriano. Nella zona, il commercio di armi sembra essere un affare che cresce sempre di più. Tempo fa sono stati intercettati nelle acque libanesi alcuni mercanti di nazionalità europea – provenienti dalla Germania e con destinazione la Siria – che avevano ingenti quantità di armi e munizioni che dovevano essere consegnate all’opposizione. Anche se non sappiamo chi paghi queste armi e chi tragga profitto da questi traffici, siamo sicuri del fatto che si tratta di un affare sporco, come la guerra che è scoppiata, e che, indubbiamente, alcuni capitali stranieri stanno finanziando generosamente l’opposizione armata. 

Il governo siriano, invece, riceve appoggio logistico e militare dal Governo cinese e da quello russo, e in questo modo, nella regione si sta ristabilendo un nuovo scenario stile Guerra Fredda, ma in versione molto più calda. Non è un segreto per nessuno. Russia e Cina, nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno messo il veto e non nascondono il loro aiuto militare al Governo di Al-Assad.
Allo stesso modo, non si dovrebbe occultare l’appoggio militare del governo degli Stati Uniti e del Regno Unito all’opposizione armata, così come il sostegno proveniente dal Qatar, dalla Turchia e dall’Arabia Saudita, quest’ultima, è certo, cliente vip delle industrie d’armi spagnole, paese in cui il Ministro della Difesa è un famoso imprenditore del settore delle armi (quindi, si potrebbe dire che l’opposizione siriana combatte con armi di fabbricazione spagnola?).
L’opinione pubblica dovrebbe sapere, ma soprattutto i politici della sinistra europea, che non tutto è come viene presentato dai mezzi di comunicazione di massa e che il fine non giustifica i mezzi nella conquista dei diritti sociali e civili della popolazione siriana – che senza alcun dubbio ha tutto il diritto di pretendere cambiamenti e trasformazioni nel governo; governo che, dopo aver modificato la costituzione, ha celebrato delle elezioni legislative che sono state boicottate da quella stessa opposizione armata e che non sono state riconosciute dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon.
L’annunciata alleanza tra l’estrema destra cubana di Miami e l’opposizione armata siriana dimostra in modo concreto che tipo di “democrazia” vogliono; una “democrazia” imposta con le bombe e gli attentati, come nella nuova Libia del CNT, una "democrazia" del disordine brutale, della sottomissione, della povertà, della repressione, in cui niente e nessuno conta qualcosa.

Gayol Rodríguez

Traduzione: Violetta Nobili Saviola

jeudi 10 mai 2012

Syrie : Le gouvernement consigne aux Nations Unies les noms de 26 terroristes étrangers



DAMAS - Le gouvernement syrien a remis au Conseil de sécurité des Nations unies les noms de 26 terroristes étrangers impliqués dans des attaques récentes et arrêtés dans le pays arabe.

Selon l'IRIB, Il l'a déclaré jeudi le " l'ambassadeur syrien aux Nations Unies Bashar Al-Jafari" qui a expliqué que les 26 individus en question ont déjà«avoué leurs nationalités» en confirmant qu'ils sont entrés en Syrie dans le but de mener des activités terroristes. Al-Jafari a déclaré qu'il ya aussi une autre liste de 12 terroristes identifiés tués par les forces armées syriennes, dont un Français, un Britannique et un Belge. L'ambassadeur syrien à l'ONU a déclaré que ces documents sont mis à la disposition du Conseil de sécurité afin d' qu'il puisse exercer une pression maximale sur les Etats qui financent et facilitent les activités terroristes en Syrie. Ce jeudi dernier, deux fortes explosions dans le quartier d'Al-Qazzaz, à Damas, ont tué 55 personnes, et blessées environ 400 civils.

source: Siria: governo consegna a Onu nomi 26 terroristi stranieri


USRAEL=ASSASSINS/ASSASSINI/MURDERERS



Ils sont des criminels sans honte!!!

Ambassadeur des États-Unis aux Nations Unies menace la Syrie avec des autres attentats terroristes si le Président Assad n'ira pas démissionner

Sono dei criminali senza vergogna!!!


Ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, minaccia la Siria di altri attacchi terroristici se Presidente Assad non si dimetterà


The are criminals without any shame to be it!!!


USA ambassador to UN threatens Syria with more terrorist bombings if president Assad doesn't step down:



source/fonte: https://twitter.com/#!/3arabiSouri/status/200639673847128065

dimanche 6 mai 2012

Certi regimi arabi sabotano il processo di pace in Siria


Certi regimi arabi stanno tentando di sabotare il processo di pace in Siria alimentando la violenza nel paese, ha detto un anziano consulente della rivoluzione islamica il Leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, secondo Press TV.

"Alcuni regimi arabi cercano di portare al fallimento la missione dell' [inviato speciale dell'ONU/Lega Araba  in Siria] Kofi Annan attraverso l'intensificazione dello spargimento di sangue in Siria", ha detto Ali Akbar Velayati, questa domenica.
Velayati ha aggiunto che gli Stati arabi stanno progettando di sabotare l'accordo di pace proposto da Annan inviando mercenari e continuando un traffico di armi in Siria con il sostegno di Israele e dell'Occidente, Mr Velayati ha detto che queste misure sono volte a esigere una vendetta sull'onda del risveglio islamico,(in senso politico),che in Egitto e in Nord Africa hanno rovesciato "i dittatori fantoccio."
"Come possono paesi, dove il sistema legislativo è identico a quello dei tempi medioevali ed il cui popolo è privato dei diritti più elementari, parlare di libertà, democrazia e di diritti umani in Siria?" il funzionario iraniano lol ha detto riferendosi a paesi come l'Arabia Saudita e Qatar.

Velayati ha osservato che i recenti attacchi terroristici in Siria sono la manifestazione di un complotto per rovesciare il governo siriano, che è un sostenitore del fronte di resistenza e nemico (dichiarato) di Israele.

source:  Certain Arab regimes sabotaging Syria's peace
IRIB

jeudi 19 avril 2012

Pressions du Maroc et de la France pour tremper le rapport de l'Onu sur les saharawi



L'Organisation des Nations Unies a fait entendre sa voix, une des rares fois contre le Maroc pour les obstacles placés sur le chemin de sa mission au Sahara occidental, Minurso. Le Conseil de sécurité, le Secrétaire général de l'Organisation des Nations Unies Ban Ki Moon a accusé le gouvernement de Rabat d' «empêcher à la mission Minurso de remplir son mandat de manière crédible." Dans son rapport de 28 pages,Ban Ki Moon a déclaré en termes très clairs que Rabat espionne les casques bleus:
"Ils y sont des indices qui suggèrent que la confidentialité des communications entre le siège de la Minurso El Ayoun ed) et à New York, apparaît compromise au moins dans une occasion. "

En outre, le Secrétaire général a souligné la présence massive de la police marocaine dehors du complexe d'appartements de l' Onu qui «font obstacle» et «contrôlent»l'entrée des personnes, «pour décourager les visiteurs de s'approcher la mission." Il a également critiqué les impositions, de Rabat, il s'agirait des certaines mesures comme par exemple les plaques d'immatriculation marocaines pour les véhicules de Minurso qui nuisent à la neutralité de l' organisation et des drapeaux marocains placés autour du bâtiment. Par conséquent, la mission de l'ONU "n'est pas en mesure d'exercer pleinement ses tâches de contrôle surveillance et  de pacification." Enfin, M. Ban Ki Moon a demandé de renforcer le contingent de 15 observateurs militaires pour accompagner les 228 Casques bleus.

Bien que le rapport de Ban Ki Moon est l'un des plus critique de ces dernières années contre le gouvernement de Rabat, son contenu aurait du être différent. Il a admis le représentant sud-africain à l'ONU, Baso Sangqu, qui a signalé la pression du Maroc et de la France afin que le document soit "édulcoré". Baso Sangqu a ensuite admis que"le rapport a été progressivement neutralisé" pendant trois révisions subséquentes: dans le projet datant le 6 Avril, entre les objectifs de la Minurso, comparaissaient «la mise en œuvre du référendum pour l'autodétermination",revendiquée par le Front Polisario.

La dernière version qui a été publiée l' 11 Avril dernier  ne mentionne que "la mise en œuvre des résolutions successives du Conseil de sécurité." La Minurso, qui signifie "La mission de l'Organisation des Nations Unies pour le Référendum au Sahara Occidental" est présent au Sahara occidental depuis le 1991 dans le but de promouvoir précisément l'organisation du référendum. 
Mais le Maroc, qui a occupé militairement l'ancienne colonie espagnole en 1975, a jusqu'à présent refusé d'effectuer le référendum pour l'autodétermination du peuple sahraoui, en se disant seulement disponible pour accorder une autonomie administrative. Pour Rabat  le Sahara occidental - riche des phosphates et stratégique pour la pêche - est un"territoire marocain."

Cette position a conduit à une impasse dans les négociations qui sont en cours depuis vingt ans, sous la médiation de l'Organisation des Nations Unies, y compris le gouvernement de Rabat et le Front populaire de libération de Saguia el Hamra et du Río de Oro. Depuis vingt ans, le Front Polisario lutte contre l'arrogance du gouvernement de Rabat, qui s'est rendu coupable des crimes contre l'humanité. Le dernier épisode éclatant a été seulement il ya deux ans le 8 Novembre, 2010, lorsque des soldats marocains ont rompu avec l'usage de la force dans le camp de réfugiés GDIN Izik, à l'entrée de El Ayoun, en tuant des dizaines de personnes et en arrêtant des centaines. 
Violations des droits humains des quelles le Maroc n'a jamais répondu et qui sont tombés dans l'oubli collectif.

jeudi 29 mars 2012

COSTA D'AVORIO: Elisabeth, 12 anni, violentata da dieci Caschi Blu.


Gli abusi sessuali commessi dai soldati delle Nazioni Unite e gli operatori umanitari restano impuniti. Un'ONG denuncia. E chiede alla comunità internazionale finalmente di agire. 


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"Mi hanno acchiappato, gettata a terra, violentata su uno dopo l'altro." Volevo fuggire  , ma erano dieci. Ero terrorizzata. "Quando  hanno finito, essi mi hanno abbandonata lì, a fare il bagno nel mio sangue...". Elisabeth ** non aveva che 12 anni nel giugno scorso, quando nel suo percorso ha incrociato quello dei Caschi Blu Pakistani. 

Per sua grande sfortuna. 

I soldati delle Nazioni Unite erano in una missione di mantenimento della "pace" in Costa d'Avorio. 
Nel villaggio della ragazza, si dice che i militari non hanno mai avuto preoccupazioni. 

La storia sconvolgente di Elisabeth è solo una delle troppo numerose testimonianze raccolte dall'ONG britannica Save The Children negli ultimi dodici mesi. Per crederci leggere il rapporto pubblicato ieri, gli abusi sessuali sono commessi regolarmente dai Caschi Blu, ma anche dagli operatori umanitari. 

Non si tratta sempre di stupro. Affamati, i bambini sono costretti a vendere favori sessuali in cambio di cibo e sapone nelle zone devastate dalla guerra o dalle calamità naturali. Soprattutto in Costa d'Avorio e ad Haiti. Le piccole vittime sono a volte di appena 6 anni!  "La nostra inchiesta mette in luce le azioni ignobili di un piccolo numero di persone che abusano dei bambini più vulnerabili in tutto il mondo, che si suppone siano li per proteggere," ha denunciato a Londra Jasmine Whitbread, direttore di Save The Children. 

L'ONG dice trovato tali "predatori" in tutte le organizzazioni. 

L'Africa in vendita?   

Lei ritiene che le politiche di "tolleranza zero" non siano state tradotte in atti reali sul terreno. L'impunità sarebbe totale. Ecco perché Save The Children chiede urgentemente che gli attori di fama internazionale contribuiscano a facilitare la presentazione di denunce, per punire severamente i colpevoli e fornire un supporto alle vittime ...

"Fare una denuncia". Ma la maggior parte delle vittime non lo farà mai! "Gli individui  che commettono gli abusi sono quelli stessi da cui essi dipendono per procurarsi il cibo", obietta un umanitario delle Nazioni Unite che ha scelto la copertura dell'anonimato. 


"La verità è che uno deve essere molto solido moralmente per fare questo lavoro." Non di può immaginare come la tentazione sia forte. Il continente nero è così vulnerabile... Tutta l'Africa è in vendita! Nelle aree di intervento internazionale, le persone sono traumatizzate. 


I peggiori abusi sono commessi all'interno stesso delle famiglie e delle comunità. Non esiste più ne bene ne male. Quindi se i Caschi Blu non hanno fatto un serio addestramento nell'ambito dei diritti umani, se essi non sono stati selezionati per la loro dirittura morale, se essi non sono regolarmente inviati in congedo di "decompressione" in una grande città dove possono accedere alla prostituzione "legale", allora alcuni soccombono alle loro peggiori fantasie sessuali.» 



"Quanto agli umanitari, non crediate che siano al riparo dai loro impulsi!", continua il nostro interlocutore. "Gli internazionale guadagnano 15 a 20 volte più dei loro colleghi locali, che costituiscono il 90% dei dipendenti." Coloro che sono reclutati tra questa popolazione traumatizzata. 


Essi sono impegnati a contratti di breve durata. Il futuro non è mai garantito. Per molti, la motivazione umanitaria è secondaria, la corruzione banalizzata, ed il vizio a portata di mano. Si tratta di problemi da risolvere. Che sarebbe tempo di affrontare.»  

Elisabeth è un nome in prestito per motivi di sicurezza.  

mercredi 29 février 2012

Menace sur les droits de l’homme


[France 5] Menace sur les droits de l’homme

France 5 diffuse, mardi 03 janvier 2012 à 20 heures 40, le documentaire écrit par Patrick Cabouat et Bernard Debord, réalisé par Patrick Cabouat "Menace sur les droits de l’homme".

A l'occasion du 50e anniversaire de la création d'Amnesty International, ce film s'intéresse aux nouveaux terrains de lutte auxquels les Droits de l'Homme sont confrontés. Depuis l'écroulement du bloc de l'Est en 1991 et l'effondrement des idéologies politiques, le monde aurait dû aller mieux. Il n'en est rien : le sacre du capitalisme, le règne de l'individualisme, l'affaiblissement du mutualisme et surtout les règles imposées par le néo-libéralisme déstabilisent un peu plus la marche. Que sont les Droits de l'Homme aujourd'hui ? Ce film, à l'aide d'analyses de nombreux intervenants dont des membres d'Amnesty International, revient sur la récupération opérée pour invoquer les stratégies militaires des démocraties, sur les plans marketing de grandes multinationales ou encore les notions ' particulières ' liées à certaines traditions culturelles ou religieuses...


http://www.telleestmatele.com/article-france-5-menace-sur-les-droits-de-l-homme-94453238.html

Documentaire en 4 partes

Dans certains pays il n'a jamais existé de droits pour l'homme. Le capitalisme, la géo stratégie peu à peu grignotent les libertés des êtres humains.
Droits de l'homme bafoués par les Sociétés multinationales.
Spéculations des matières agricoles = famine & mortalité ....... Profits boursiers = pauvreté, discrimination, non accès aux soins et au logement ...... La liste est longue ! Partage des Valeurs Universelles ♥ ♥ Respect des Droits Humains dans le Monde


mercredi 8 février 2012

Space-Bobards pour anéantir le droit de veto


Aujourd'hui, j'ai lu sur le titre d' un texte de présentation en première page et une bonne "demi-page" dans la cinquième, que le gouvernement en Syrie, de Bashar Al Assad aurait abattu des dizaines de bébés à Homs. Cette nouvelle arrive deux jours après que madame Hilary Clinton déclarait que l'UE "n'a pas de couilles. "


C'est parce que - même les plus ânes entre vous le sachent - la Chine et la Russie, le 4 Février, 2012 ont "posé le Veto" au sujet d'une attaque en Syrie dont l'OTAN exigeait le consensus. Serait il que pour n'importe quoi de pareil (le droit de veto à l'ONU) on renonce de n' attaquer pas militairement "l'État voyou" du moment. On le peut aussi faire sans le consensus de l'ONU. Supposons que il devient pour les officiers, un peu plus «malheureux du point de vue euhhh ... bureaucratique .
Quoi qu'il en soit: les mensonges (Balle en Italien) jusqu'à présent transmises par les puissances impérialistes qui utilisent une partie substantielle de leurs ressources économiques pour mener la guerre dans les médias (qui, dans un lien de 7 milliards de personnes signifie tandis quelque chose) justifient la méfiance au sujet de ces types de nouvelles qu'ont une et une seule réponse, toujours la même. 


La prouve de l'Intox partagée par l'ANSA italienne

Une photo prise dans un Hôpital d'Alexandrie en Egypte, a été utilisé par l'opposition syrienne: Morts de bebés pour coupure d'électricité par le regime de Bashar....


source: نحن شعب تـــونــس نساند ســوريــا شعبا و قيادة


Sans jeu de mots, ils y sont ceux qui nous mentent ouvertement avec des objectifs spécifiques, certains au contraire ils sont ambigus pour laisser des doutes, et il y a aussi qui nous terrorise pour définir un totalitarisme paralysant et pessimiste. Comme il disait Platon la réponse est en nous, dans nous, il y a la vérité. 


Car à l'extérieur: ils y sont des arnaqueurs, des mercenaires, des hasbarites, des déceptions.

Personnellement, en sachant ce qui s'est passé en Libye, j'ai  profondément honte car, même si pour un seconde, j'ai cru à la propagande dégoûtante contre Kadhafi, qui a été au contraire aimé par son peuple. Je n'aurais jamais voulu donner à cette opération même pas un minimum de consensus, mais quoi dire alors ? Ils y sont certains qui ont les moyens et les intérêts pour un beau coiffage des opérations médiatiques de ce type. Il arrivera , jusqu'à ce qu'il ne soit inventée une langue, également répété et également redondant, pour opposer une résistance de masse du quel elle puisse l'ajouter au sujet des significations principales.




La "guerre massive" pour l'instant est le seul potentiel de notre dysfonctionnel présente,quant à ce qui concerne notre location. Et l'Armageddon n'a aucun rapport avec ça , nous y réussissons par nous-mêmes ... on y arrive à le faire , nous sommes des animaux "évolués":

Voir la vidéo pour comprendre de quoi on parle...




source: BALLE SPAZIALI SULLA SIRIA PER ANNICHILIRE IL VETO

dimanche 23 octobre 2011

Entretien au FPLP


traduit par Erminia Scaglione

20/10/11, Bethléem

Abou M est un militant de longue date du Front Populaire pour la Libération de la Palestine, a 42 ans et en a passé 11  dans les prisons israéliennes. Il été arrêté 15 fois. Nous nous sommes rencontrés au camp de réfugiés de  Deisha et nous avons parlé avec lui de la situation politique actuelle du rôle du FPLP à ce stade. 

Voici la transcription de l'entrevue: 

Après la conclusion de la première phase de la libération des prisonniers la quelle est votre opinion concernant  l'accord d'échange atteint par le Hamas et l'Etat sioniste?

La libération même d'un seul prisonnier palestinien, est en soi même une victoire. Le fait nouveau par rapport au passé est que cette fois le prisonnier israélien a passé toute la période de détention dans le territoire palestinien. Le grand mérite de cet accord est d'avoir obtenu la libération de 1 / 3 des prisonniers condamnés à plus d'une condamnation à perpétuité, dans les prisons israéliennes  ils y avaient 820 détenus condamnés à plusieurs condamnations à vie et de  820, 320 ils sont sortis. On ayant dit ça, l'accord conclu a de points critiques que avec une gestion différente auraient pus être facilement évités: d'abord l'échange a eu lieu à un moment extrêmement gênant: il serait préférable de l'ajourner après la fin de la grève de la faim qui a commencé depuis presque un mois par des prisonniers palestiniens. Avec toute l'attention médiatique que a naturellement gagné la libération des prisonniers risque de occulter la lutte de centaines de détenus en grève de la faim. Parmi ces ci la partie la plus remarquable est constitué des militants du FPLP. 400 en tout.
L'inopportunité du moment politique indique aussi bien la crise que traversait le gouvernement Netanyahu avant l'échange et qui est maintenant précisément à cause de la popularité accrue en raison de la rentrée à la maison de Shalit pourrait s'avérer positive pour le gouvernement sioniste. La mise en œuvre de l'accord pourrait avoir, paradoxalement, consolidé le battu gouvernement Netanyahu. Un autre point faible de l'accord était de ne pas avoir obtenu la libération de tous les prisonniers, (ils y sont 9 encore en prisons) et de tous les prisonniers ayant déjà purgé plus de 20 ans dans les prisons israéliennes: un tel résultat avec moins de précipitation, on aurait pu se le procurer facilement. En outre nous devons nous rappeler que parmi les prisonniers libérés ou qui vont bientôt à être relâchés manquent ces noms d'intérêt national que le Hamas avait promis.
Et encore: la majorité des prisonniers libérés sont du Hamas et les noms des 550 qui seront libérés dans la deuxième phase les choisira Israël. Enfin, l'accord a légitimé l'exil de nombreux prisonniers à Gaza (120 environ) ou hors des frontières nationales (41 environ). Cela a crée un précédent dangereux pour l'avenir.

Pourquoi cet accord se produit aujourd'hui? On pourrait presque penser que le Hamas, en procédant si proche de l'échec probable de l'initiative diplomatique à l'ONU d' Abou Mazen, a voulu en profiter pour obtenir un consensus majeur sur le Fatah.

Ce n'est évidemment pas l'objectif déclaré du Hamas, mais c'est clair qu'il s'agit d'une opération qui va augmenter le consensus du partit islamique. Nous sommes toujours sous une occupation, au gré des crimes sionistes, dans les prisons,ou dans la diaspora. Qui oppose résistance sait que lui attendra la mort , la prison ou l'exil.Nous savons ce qui nous attend nous sommes conscients des risques mais cependant nous sommes déterminés à poursuivre notre lutte.

Printemps arabe: les émeutes qui ont secoué l'année dernière les régimes arabes ont nourris beaucoup d'espoirs pour la démocratisation dans la région, les quelles attentes a le FPLP à l'égard de ces mouvements? 
Les révoltes du peuple, égyptien, syrien, etc. pourraient conduire à une amélioration des relations entre les nouveaux gouvernements et la résistance palestinienne?

Les dirigeants arabes sont obtus, dictatoriaux et suivent toujours les diktats des Américains.Ils ont pillé toutes les ressources de leurs peuples, ont entravé le développement social et culturel et sont en général opposés à n'importe la quelle amélioration des conditions de vie des populations. Caractéristique de tous les régimes réactionnaires arabes est l'absence de liberté, de la démocratie politique, de la justice sociale: la répression est toujours utilisée contre le peuple.
«Il n'y a pas voix plus fort que la bataille elle même» c'est le slogan répété par la propagande anti-israélienne des corrompues bourgeoisies arabes avec une façade d'anti-sionisme instrumentale et toujours entrain d'essayer de détourner l'attention de problèmes internes des masses. Dans le monde arabe il y a des états moins démocratiques qu'en Afrique. Les dirigeants arabes se sont confiées à un pratique du transfert du pouvoir dynastique: cela arrive au Koweït ainsi que in Arabia Saoudite, au Maroc, en Syrie, partout. Les pétrodollars qui soutiennent la bourgeoisie arabe se retrouvent dans les banques européennes et américaines. Du point de vue de la production agricole ils y auraient les possibilités d'atteindre une souveraineté productive, mais, malgré cela ils continuent d'importer des tonnes et tonnes de nourriture, de produits agricoles ... en dépit de la grande disponibilité des terres et d'eau. La recherche scientifique est de zéro. L'Etat sioniste investit uniquement dans la recherche scientifique beaucoup plus de ce qu'ils investissent tous les Etats arabes réunis. Le chômage pousse partout et la pauvreté se développe l'œil.
Nous le changement du FPLP soutenons et appuyons ces mouvements, mais nous demandons aussi où nous ils nous dirigent. Ils semblent avoir une vocation pan-arabistes et cela semble très bon: le visibilité de la nation arabe comme un acteur politique devrait être à notre avis une priorité. Aujourd'hui, les puissances régionales qui monopolisent la scène sont l'Iran, la Turquie et Israël, d' Arabes les 350 millions qui qui vivent dans le Moyen-Orient semblent pas exister.
Dans nombreux secteurs, on se demande les quelles pourraient être les répercussions politiques de l'éveil du contexte arabe palestinien: nous du FPLP avons, tout en exprimant notre solidarité avec les masses arabes et avec leur lutte pour la liberté, nous craignons que l'islam radical finira par diriger ces mouvements politiques; après la chute du bloc socialiste, en fait,pendant à dire l'impérialisme peignait l'islam politique comme le nouvel ennemi à vaincre, dans la réalité il finançait les courants islamistes les plus radicaux. C'est connu qu'aujourd'hui les Frères musulmans tunisiens, égyptiens, syriens, etc. sont le nouveau partenaire à se tourner vers.
Nous soutenons les émeutes quand ils se battent pour la justice sociale et la modernisation de la société, mais nous sommes des ennemis ardents du gouvernements islamiques sponsorisés par l'impérialisme international.

Comment alors avoir confiance au sein des conseils révolutionnaires dirigées par l'OTAN?

Nous croyons que, après la chute socialiste a l'impérialisme aie soutenu et financé des courants les plus radicaux de l'islam politique tandis que publiquement lea a présentés comme les nouveaux ennemis à la défaite.

Pourquoi la révolte en Syrie a été immédiatement portée à l'attention du Conseil de sécurité des Nations Unies, tandis que celle la du Yémen a été rapidement oubliée par les médias et retirée de l'ordre du jour dans la politique internationale?

L'impérialisme a toujours formé des alliances avec des régimes oppressifs et cette fois ne sera pas différente. Les polices mondiales sont à la recherche de nouveaux alliés au Moyen-Orient, et les négociations avec les talibans en Afghanistan sont une réalité. L'impérialisme veut s'allier à quiconque soit prêt à protéger leurs intérêts. Au Moyen-Orient, l'histoire nous enseigne que la politique d'hégémonie d'étoiles et rayures se soit matérialisée dans l'état sioniste, utilisé comme véritable coup de bélier géopolitique pour défendre les intérêts de l'impérialisme américain.
Pour conclure nous pouvons dire que dans tous les cas c'est trop tôt pour faire le point sur le printemps arabe, nous croyons que l'ébullition social arabe n'est que au début, ce processus va prendre beaucoup de temps et de toute façon il ira terminer il contribuera au but que les Palestiniens arrivent à comprendre plus clairement de qui ils pourront avoir confiance et de qui au contraire pas du tout.

Comment expliquer le nouveau rôle de M. Erdogan en façon pro-palestinien?
C'est d'hier la nouvelle d'une offensive massive du gouvernement turque contre les bases du PKK en Irak. Comment est-il possible que le Turquie kémaliste en réprimant les Kurdes, se porte candidat comme un défenseur des droits des Palestiniens?

Les Kurdes ont parfaitement le droit à l'autodétermination. Nous considérons les communistes du PKK Öcalan nos camarades. La Turquie est membre de l'OTAN. Le gouvernement de Erdogan veut être le plus pro-palestinien des gouvernements au Moyen-Orient pour obtenir les approbations des islamistes, l'exploitation du massacre commis par les sionistes contre la flottille de la liberté de l'État turc est à lire dans ce sens. Mais derrière les revendications des anti-sionistes d'Erdogan on se voit un direction américaine : Washington en effet, pousse pour que laTurquie en tant que pays des sunnites exportes son modèle de démocratie islamique qui construit de cette façon un rôle majeur dans la région.
La même chose s'est produite avec le Qatar: alors que, grâce à aux reportages d' Al-Jazeera il s'est dressé comme un petit état pro-palestinien, mais au contraire dans les faits il a révélé d'être un allié fidèle de la politique du président Obama. Au Qatar donc nous devons nous rappeler, qui se trouve la plus grande base américaine dans le monde.
Le colonialisme britannique et français ont dessinés ensemble les limites actuelles des États arabes, le neo-colonialisme est aujourd'hui, américain et européen; depuis quand il n'y a plus l'Union soviétique l'Europe de l 'et les États-Unis ont concouru entre eux pour obtenir le contrôle géopolitique de la région.

Quels sont actuellement le niveau de enracinement en Palestine et la capacité de se mobiliser du FPLP?

Après Oslo, le mouvement national palestinien est allé en arrière, l'accord d'Oslo n'a pas été un accord entre les Palestiniens et les Sionistes, mais entre deux leadership parrainée par la«communauté internationale». Il s'agissait d'un accord politique énorme. La principale conséquence était concernant les attentes des Palestiniens, si elles ont d'abord regardé avec de l'espoir à une révolution anti-coloniale, après les Accords d'Oslo elles se sont concentrés uniquement sur les négociations. Beaucoup de Palestiniens croient qu'après l'obtention de l' Autorité (ANP) ils iront également obtenir l'état. La gauche palestinienne, en particulier le FPLP, a été affectée par l'implosion du bloc socialiste et de l'entrée en crise de la gauche révolutionnaire dans tout le monde. Une fois que qu'on est entrés dans la phase de la mondialisation néolibérale, c'est à dire au stade de l'impérialisme mondial, il a répandu l'idée que la gauche en faisant un pari sur le socialisme aurait soutenu le mauvais cheval.
Mais les grandes crises économiques en Amérique et en Europe, avec leur caractère systémique, nous montrent que le marxisme a eu raison sur l'origine de l'exploitation des peuples. En Italie, comme en Espagne et dans toute l'Europe, le système capitaliste est entré dans une crise irréversible qu'il ne peut pas résoudre: l'opposition anti-capitaliste et anti-imperialiste, après des décennies de retraite, sont destinées à croître à nouveau.
Beaucoup de mouvements marxistes ont disparu ou sont en mauvais état, c'est vrai s'il reste une force politique et militaire avec encore plusieurs cartes à jouer, même le FPLP aussi a incontestablement subi un recul; à l'origine de cette crise ainsi que l'implosion qui nous avons déjà dit, de l'Union Socialiste Soviétique dans l'imaginaire socialiste en général, il y a eu, après Oslo, la montée de l'islam politique. Notre peuple, malheureusement, est très religieuse. Les mouvements religieux tels que le Hamas ont reçu énormes financements économiques par l'Arabie Saoudite, la Syrie et l'Iran, D'un autre côté, l'ANP a été gâché par l'Europe, les Etats-Unis et l'Etat sioniste. Le FPLP n'a reçu aucun aide de quiconque et il résiste encore. Pendant l' Intifada d' Al-Aqsa militants et des milliers de ses partisans ont été tués ou emprisonnés: leur chef Abu Ali Mustafa a été tué et son successeur, Ahmed Saadat a été emprisonné. Cependant le FPLP aussi a maintenu sa position de force irréductible contre l'occupation sioniste: la lutte de libération nationale reste la priorité. 

Quelles sont les conditions de santé d'Ahmed Saadat?

Ahmed Saadat est depuis 21 jours en grève de la faim, depuis quatre ans à l'isolement. Hier, son avocat lui a rendu visite (lui sont également refusées les visites familiales) dans l'hôpital la prison de Ramleh, où, en raison de la détérioration de sa santé, il a été transféré ils y sont quelques jours. Saadat a déclaré que la grève de la faim se poursuivra jusqu'au moment où toutes les réclamations des prisonniers palestiniens seront obtenues. Il a conclu la visite de l'avocat en lui envoyant ce message: ". Dignité ou la Mort".


L' 11 de Novembre le Conseil de sécurité de l'ONU se prononcera sur la demande de reconnaissance d'un Etat palestinien avancés il y a un mois par Abou Mazen, le FPLP semble, quoique prudemment avoir soutenu cette initiative diplomatique et au contraire les organisations comme le Hamas et la Djihad islamique se sont montrés très sceptiques sinon directement opposés.

Le FPLP a toujours été opposé à des négociations déjà depuis l'époque d'Oslo, la nôtre a été et est la lutte d'un peuple. Quant à la demande de reconnaissance de l'Etat à l'Organisation des Nations Unies, le FPLP pense que c'est une avancée, mais ce n'est pas suffisant, toutefois, ça ira contribuer à faire comprendre une fois pour toutes ceux qui nous soutiennent et ceux qui ne le font pas. Beaucoup de gens pensent que Barack Obama ait une politique pro-palestinien: le vote au Conseil de sécurité ira clarifier à tous de quelle côté soit Obama et indirectement remettra au centre de l'agenda politique palestinienne la lutte pour la libération nationale.
Soutenir quoique avec certaines réserves la demande d' Abou Mazen ne risque pas de justifier, entre les autres choses, la suppression de la question des réfugiés, la négation du droit de retour?
L'initiative d' Abou Mazen va échouer. Les Etats-Unis utiliseront le droit de veto et on ira arriver à une impasse. Nous le savons. Mais ce chemin même si tortueux et inefficace était préférable à ceci des négociations directes. Dans tous les cas on ne peut échapper aux conséquences dangereuses dans les cas cependant improbable, de la reconnaissance d'un État par les Nations Unies: les réfugiés ne pourraient pas retourner dans les territoires occupés du '48 et la représentation politique du peuple palestinien actuellement exercée par l'OLP passerait dans les mains de l'Autorité nationale avec toutes les conséquences désastreuses qui en découleraient. L'OLP jouit actuellement d'un statut permanent d '«observateur» à l'Assemblée générale des Nations Unies; l'OLP est le seul représentant légitime du peuple palestinien; et si un jour il y aura un Etat palestinien, ceci sera pilotée parOLP et pas par l'Autorité Nationale.

Comment pense tu que les organisations de la gauche révolutionnaire en général c'est à dire celles la solidaires de la cause palestinienne peuvent aider le FPLP?

Votre devoir est de combattre dans votre pays pour changer les choses.
Nous regardons avec intérêt les mouvements sociaux européens et américains. L'Etat sioniste peut encaisser et métaboliser sans trop de peine les attaques du Hezbollah et de la résistance palestinienne. Le projet sioniste ne s'arrête pas à ces 5 millions de juifs qui occupent notre terre; C'est un projet international qui exige une réponse internationale. La nôtre n'est pas une guerre religieuse entre Juifs et musulmans: il y avait une volonté depuis le début du conflit enEurope et en Amérique à soutenir la cause juive et ça à la charge du peuple palestinien. La Palestine n'est pas le Kurdistan, ou la Tchétchénie ou au Cachemire. La lutte palestinienne a toujours été une lutte internationale parce que la responsabilité de l'occupation sioniste est internationale . Par conséquence, la lutte palestinienne représente le sommet de l'Iceberg de la lutte des peuples contre les projets de l'impérialisme international. Nous devons être dans la même barricade des camarades européens et américains. Nous pouvons vivre avec les Juifs sur cette terre, mais cela arrivera uniquement quand ils renoncent au Sionisme. Le sionisme est une maladie du judaïsme, le racisme est financé par l'Occident, l'Occident lui-même qui s'est plantée en terre arabe. Notre succès sera le résultat de la participation des peuples du monde dans notre lutte. Nous ne pourrons jamais gagner tout seuls: la lutte d'un peuple pour son autodétermination devrait toujours être de pouvoir compter, plus que jamais dans un monde globalisé comme ceci sur la complicité internationale. Si la liberté et la justice sociale viendront dans le monde arabe ça aidera notre cause nationale. L'Etat sioniste a peur du progrès arabe et de la démocratisation des régimes arabes, parce qu'ils constitueraient un obstacle majeur à la colonisation.

La lutte du peuple palestinien est avant palestinienne, après arabe et enfin international.Seuls nous ne pourrions pas aller très loin. Chaque coup porté au capitalisme italien, européen et américain est un coup porté à l'ennemi sioniste .. et vice versa.










mercredi 5 octobre 2011

Le Conseil d'Europe reconnaît la Palestine, qui ira jouir du statut d'observateur

Le Conseil d'Europe reconnaît la Palestine. La version officielle est «Partenaire pour la démocratie», mais en réalité le Conseil national palestinien bénéficie désormais du statut d'observateur, comme les Etats-Unis, le Japon, le Canada, le Mexico, Israël et le Vatican.La demande de la Palestine de participer aux travaux, les réunions et les discussions de l'institution européenne en tant qu'observateur à a été ratifiée par l'Assemblée parlementaire du Conseil de l'Europe avec 110 voix favorables, 5 contre et 10 abstentions,
Pour Salim Al Zanon c'est un événement historique ,
le rapporteur de l'instance palestinienne, le député néerlandais Tiny Kox a souligné l'utilité de la compréhension de l'Autorité palestinienne nationale dans la printemps arabe. Le président du parlement Salim Al Zànoon a qualifié le vote d'un événement historique qui va certainement contribuer à rétablir paix dans la région. Après la déception de la semaine dernière à l'ONU, a souligné une note du Conseil d'Europe, "la reconnaissance par leConseil de l'Europe est une source de grande satisfaction pour les Palestiniens, qui considèrent cette nouvelle situation comme la première étape d'un reconnaissance de leur entité. "


Parmi les conditions le retour en liberté du soldat israélien Gilad Shalit.
Depuis ce moment les six membres de la délégation palestinienne participeront à la réunion et dans plusieurs commissions parlementaires et pourront proposer des sujets dedébat, mais sans être en mesure de voter. En retour, les Palestiniens doivent s'engager àdéfendre les valeurs exprimées par le Conseil d'Europe à organiser des élections libresau bout que le Conseil national est composé uniquement de membres élusdémocratiquement, et diffuser le principe de l'abolition de la peine de mort. Une des conditions imposées en échange de la reconnaissance est le retour en liberté du soldat israélien Gilad Shalit, kidnappé il ya deux ans. La Palestine s'engage à renoncer à la violence et au terrorisme et à reconnaître le droit d'Israël à exister.